Gravidanza, l’inquinamento danneggia madre e feto
15 Aprile 2011
Pericoloso di per sé, l’inquinamento aumenta le insidie per le donne in gravidanza. I residui dei processi chimici (come l’utilizzo di combustibili fossili) possono infatti penetrare nel
loro organismo e nel feto, aumentando il rischio per i figli di soffrire di problemi comportamentali.
Lo afferma una ricerca del Columbia Center for Children’s Environmental Health (CCCEH) e dall’Institute of Cancer Research, diretta dalla dottoressa Frederica Pereira e pubblicata su
“Environmental Health Perspectives”.
Gli scienziati hanno lavorato con 215 bambini e le rispettive madri, sottoponendoli a test clinici. In questo modo si è notato come alcuni bimbi presentassero nel sangue cordonale alti
livelli di idrocarburi policiclici aromatici (IPA, agenti inquinanti).
Per i ricercatori, gli IPA vengono inalati dalla madre, viaggiano nel flusso sanguigno ed attraverso la placenta, “legandosi” ed influenzando il DNA del feto. Allora, coloro con le maggiori
dosi di IPA ed altri inquinanti avevano maggiori probabilità di manifestare problemi d’attenzione, depressione ed ansia nella prima infanzia.
Perciò, conclude Pereira, “”I risultati sono potenzialmente preoccupanti in quanto problemi di attenzione e di ansia e depressione possono influenzare i successivi risultati accademici
nonché le relazioni tra pari”.
FONTE: Perera FP, Wang S, Vishnevetsky J, Zhang B, Cole KJ, Tang D, et al. 2011. PAH/Aromatic DNA Adducts in Cord Blood and Behavior Scores in New York City Children. Environ Health
Perspect :-. doi:10.1289/ehp.1002705
Matteo Clerici
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