Grande successo per Re Panettone 2024, solo panettoni artigianali certificati
20 Dicembre 2024
Parola di Stanislao Porzio: Re Panettone, solo panettoni artigianali certificati
Dal Parco Esposizione di Novegro, i visitatori uscivano carichi di panettoni artigianali certificati, tutti di ottima qualità, realizzati da maestri pasticceri provenienti da tutta Italia.
Newsfood.com, 19 dicembre 2024
Testo di Michele Pizzillo
Stanislao Porzio, ideatore di Re Panettone che a partire dal 2008 è stato fra i primi comunicatori del panettone artigianale, a conclusione dell’ultima edizione di Re Panettone, con una sorta di lettera circolare ringrazia tutti coloro che hanno contribuito al successo dell’evento. Tant’è vero che dal Parco Esposizione di Novegro, alla periferia di Milano, tutti i visitatori uscivano carichi di panettoni (raramente solo con un panettone), addirittura con pile trasportate come il mitico sacco di Natale, proposti da maestri pasticceri provenienti da tutta Italia. Prodotti di ottima qualità, visto che per partecipare a Re Panettone i pasticceri interessati devono dimostrare che i panettoni proposti sono artigianali e realizzati con ingredienti rigorosamente naturali, evitando additivi e semilavorati. Anche perché – dice Porzio – non è bello, per un consumatore disposto a spendere qualcosa di più e accorgersi che in quel che ha acquistato non c’è nulla di artigianale. Per questo nel 2017 è nata la certificazione Re Panettone, una garanzia estesa a tutto l’anno ai lievitati che recano il bollo di certificazione.

Così, a Milano, nel Parco esposizione di Novegro, ci si poteva approvvigionare solo di panettone certificato portato sottoposto anche al giudizio di una giuria tecnica, quella degli esperti e a una giuria popolare, che hanno scelto i panettoni da premiare suddivisi in due categorie: panettone classico milanese e lievitato innovativo. La classifica del panettone classico ha visto al primo posto Roberto Pastry & Bakery di Chiavenna (SO) con Roberto Moreschi capo pasticcere; seguito dalla tarantina Pasticceria La Gioia (capo pasticcere Alessandro Spagnoletti) e dalla Pasticceria Ascolese di San Valentino Torio (SA). Nella categoria lievitato innovativo ha prevalso Fra.Grante/Cooperativa Griot, di Carmiano frazione del comune salentino Magliano (capo pasticcere Chiara Cordella); seguito da Armando Pascarella di San Felice a Cancello (CE) e al terzo posto un altro casertano, Cappiello di S. Maria Capua Vetere.
Per la giuria popolare Solo da Manduca di Aprilia (LT) è al primo posto della categoria panettone classico, seguito da Roberto Pastry & Bakery e la tarantina La Gioia. Invece per i lievitati innovativi, il primo posto va alla Pasticceria Armando Pascarella di San Felice Circeo, seguito da Italo Vezzoli di Carobbio degli Angeli ed Elite di Vimercate (MB). E, infine, l’assegnazione del prestigioso Premio Costanza Re Panettone alla Pasticceria Comi di Missaglia che ha partecipato a tutte le edizioni dell’evento, dimostrando un impegno costante unitamente ad una eccellente qualità.

Oltre ai panettoni, per l’ultima edizione di Re Panettone, con PAART (Movimento per la Pasticceria d’Arte), altra idea di Porzio con l’obiettivo di promuovere la pasticceria che utilizza solo ingredienti naturali, sono stati organizzati incontri denominati “Gli Imperdibili”, con importanti figure dell’alimentazione e della ricerca. Così un tecnologo alimentare, microbiologo e cultore del lievito madre di fama quale il dottor Carlo Gronchi, ha spiegato come il mondo dei lievitati piuttosto di recente si sia aperto alla pasticceria fuori dal nord Italia e questo abbia favorito una contaminazione tra Nord e Sud, laddove il sud ha portato in dote al comparto una bella componente fantasiosa e quel sapere che è frutto di una stratificazione di contaminazioni legate alla storia di quei territori, con l’introduzione, ad esempio, di aromi che al nord non è così facile trovare nei panettoni (come piccolissime quantità di bergamotto per dare una nota agrumata che si può sposare con altri profumi agrumati). Alla luce di questa apertura il panettone è diventato un prodotto di punta su tutto il territorio nazionale. Mentre la professoressa Annamaria Colao, ai vertici della lista dei Top Italian Scientists e Top Woman Scientist Italiana, Direttore della cattedra UNESCO per l’educazione alla Salute e allo Sviluppo Sostenibile, si è chiesto se possiamo mettere insieme il panettone con la dieta mediterranea, precisando che la dieta mediterranea, a parte il fatto di essere una dieta povera, ha un’altra caratteristica che è quella della socialità che vuol dire non si mangia da soli. Perciò, un dolce come il panettone ci sta benissimo nella dieta mediterranea perché rappresenta la socialità, la convivialità, lo stare insieme.
Da segnalare, inoltre, la serata che l’Associazione Italiana Sommelier di Milano ha dedicato al panettone e ai suoi possibili abbinamenti, classici o eterodossi, è stato l’ideatore di Re Panettone ad
Illustrare i criteri di valutazione dei panettoni e dei lievitati innovativi presenti nelle schede utilizzate dalle giurie tecniche della sua manifestazione. Inoltre, Porzio ha parlato di come oggi, nei laboratori di pasticceria, siano sempre più in uso i semilavorati, ingredienti che a lungo andare potrebbero compromettere l’esistenza stessa del bagaglio culturale del pasticciere, professionista che dovrebbe essere in grado di lavorare materie prime naturali. Alla serata era presente anche Andrea Rampinelli, della Pasticceria Mac Mahon di Rampinelli a Milano, che ha fatto assaggiare un suo panettone realizzato seguendo le regole che devono seguire gli aderenti a PAART (Movimento per la Pasticceria d’Arte) associazione che, com’è noto, che promuove la pasticceria fatta con ingredienti naturali.
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Redazione Newsfood.com
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