Granarolo in sciopero

«La strada scelta dalla Granarolo di pagare la gestione ordinaria nel prossimo anno con i posti di lavoro non è socialmente sostenibile e rappresenta una forma di resa alle banche
e ai competitori che non accetteremo mai» lo ha dichiarato il segretario nazionale della Flai Antonio Mattioli in occasione dello sciopero di 8 ore di giovedì.

La mobilitazione è stata avviata per protestare contro l’ultimo piano industriale presentato dall’azienda (che, lo ricordiamo, prevede la chiusura dei siti produttivi di Sermoneta e
Acqui Terme, mettendo a rischio centinaia di posti di lavoro) ed ha coinvolto circa 2000 lavoratori. L’adesione è stata altissima: molto vicina al 100% nei dodici stabilimenti produttivi
e poco più bassa nel settore commerciale e negli uffici.
«Se al prossimo incontro con l’azienda previsto per il 18 aprile non si presenteranno novità sostanziali, la mobilitazione continuerà». Anche perché, ha
ribadito il segretario della Flai, «ci sono tutte le ragioni per sostenere il rilancio del gruppo attraverso un patto dell’intera filiera in grado di garantire una competizione fondata su
qualità e valorizzazione dei marchi e del lavoro».

Laura Svaluto Moreolo

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