Gran Bretagna. Il Governo inciampa sulla Cornish Pasty

Gran Bretagna. Il Governo inciampa sulla Cornish Pasty

Quella appena accaduta in Gran Bretagna è una storia di brutte figure della politica, radici alimentari ed orgoglio popolare.

Tutto inizia a marzo 2012, quando, tramite Finanziaria, si decide di tassare la Cornish Party.

Questa è un fagotto di pasta con ripieno di carni e verdure, molto popolare nella regione della Cornovaglia. Una volta, era il cibo dei minatori locali, fonte di energia per il loro duro
lavoro quotidiano. Oggi rimane uno street food molto popolare, protagonista quasi immancabile del lunch.

Per la Finanziaria di George Osborne, la Cornish era solo il bersaglio del Vat (equivalente britannico dell’IVA) fino al 20% del prezzo. Secondo gli esperti di Londra, la manovra era
perfettamente lecita, simile ad altre misure prese da Paesi europei per aumentare il gettito fiscale.

Opinione assolutamente non condivisa. I primi a ribellarsi, gli abitanti della Cornovaglia, che hanno percepito la tassa come violazione di qualcosa di sacro. Poi, i politici di sinistra. I
loro giornali hanno aperto la strada, dipingendo un cancelliere spietato nel tassare il cibo dei poveri mentre s’ingozza di alimenti di lusso.

Il colpo finale in Parlamento: durante un’interrogazione Labour, Osborne ha ammesso di non ricordarsi di aver consumato la pasta ripiena, neanche una volta. Quasi inutile l’azione di soccorso
di Cameron: sì lui aveva mangiato Cornish Pasty, qualche volta.

Così, la Finanziaria è stata modificata, seppur in maniera articolata.

Infatti, se la viene consumata appena uscita dal forno o fredda, la tassa non si applica. Se invece viene riscaldata, si applica il Vat di 50 pence. Il concetto di “riscaldato” si appoggia a
quello di temperatura ambiente che, al di fuori dei laboratori, è estremamente soggettivo. Insomma, il Vat verrà applicato in maniera arbitraria e non sistematica, aprendo la via
a future (probabili) nuove contestazioni.

Sebbene la vicenda del cibo di Cornovaglia è tragicomica, è sintomo di una realtà ben più sgradevole.

Come altri Paesi del Vecchio Mondo, l’Inghilterra subisce gli effetti della crisi economica. Il Governo tenta allora di rinforzare il bilancio pubblico ma alcune mosse (come i cambi di
direzione della Finanziaria) risultano inutili e manifestano una preoccupante confusione di idee.

Matteo Clerici

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