Gran Bretagna: i Simpson maestri di alimentazione sana

Gran Bretagna: i Simpson maestri di alimentazione sana

Pigri, irriverenti e (quasi) sempre amanti di cibi golosi ma assai poco salutari.

A prima vista, i Simpson non sembrano proprio i più adatti per ricoprire il ruolo di maestri dell’alimentazione sana. Eppure, la Gran Bretagna utilizzerà loro come testimonial di
una nuova campagna, mirata a diminuire l’obesità ed a promuovere una dieta più equilibrata nei giovani.

Va detto che rispetto agli originali, i Simpson britannici subiranno una serie di cambiamenti, tutti opera della Aardman Animations (i creatori di Wallace & Gromit), che sostituiranno le
ciambelle e la birra Duff con cibi decisamente più “light”.

I telespettatori d’oltremanica vedranno così la famiglia più famosa di Springfield mettersi davanti ad una tavola ricca di verdure ed ortaggi.
Lisa Simpson, sostenitrice della dieta vegetariana, spingerà a consumare cinque porzioni di frutta al giorno Il fratello Burt sostituirà il suo skate al sano esercizio fisico,
raccomandando ai telespettatori almeno un’ora di attività fisica al giorno.

Tutto questo può sembrare strano, ma i politici di Londra credono tanto nell’appeal della famiglia gialla più famosa del mondo da aver speso 640.000 sterline (circa 700.000 Euro)
per acquistare i diritti d’autore ed impiegarli nella campagna Change4Life. “I Simpson rappresentano un modo affascinante e popolare per diffondere un messaggio alle famiglie sulle semplici vie
da seguire per migliorare la loro alimentazione e il loro stile di vita”, ha dichiarato compiaciuto il ministro dell’Ufficio di Gabinetto di Sua Maestà Gillian Merron.

A sostegno di tale tesi, anche le dichiarazioni di alcuni studiosi della società e del comportamento.

Gerard Hasting (insegnante di pubblicità sociale alla Stirling University) ritiene che I Simpson con la loro simpatia e carica autoironica, aiuteranno il pubblico (specie gli
adolescenti) a ritenere giusta l’alimentazione sana, senza associarla per forza ad uno stile di vita noioso e poco gratificante.

Matteo Clerici

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