La Giustizia “Slow” dei Tribunali e la Giustizia “Fast” dei Giudici di Pace

La Giustizia “Slow” dei Tribunali  e la Giustizia “Fast” dei Giudici di Pace

In Italia ogni anno sono pendenti circa 5.000.000 di procedimenti civili in primo grado di cui 3.356.221  innanzi al Tribunale e n.1.440.595  innanzi al Giudice di pace.
La durata media dei procedimenti civili di “cognizione ordinaria” nel 2010 è stata di 1127 giorni  innanzi al Tribunale e di appena 372 giorni innanzi al Giudice di pace sebbene l’organico sia ridotto al  45% [da 4690 in pianta organica ad appena 2131 in servizio] e sebbene le opposizioni a sanzioni amministrative siano calate del 70% negli ultimi anni [344.666 rispetto a 992.570].

La lentezza dei procedimenti ha un impatto molto negativo sugli investimenti
          e produce un rilevante danno erariale con n.30733 procedimenti instaurati per
          la c.d. legge Pinto nel 2012 ed innumerevoli condanne dell’Italia innanzi alla
          Corte di Giustizia europea. (257 volte  in 50 anni)

L’ultimo rapporto del CEPEJ classifica l’Italia tra le “lumache” d’Europa al 19° posto tra  24 paesi Europei censiti per  durata media dei procedimenti non penali  più del triplo rispetto alla Germania che è all’11° posto ed all’ultimo posto per numero di procedimenti pendenti in relazione agli abitanti.
Eppure in relazione alle risorse finanziarie stanziate lo stesso rapporto classifica l’Italia al 10° posto con una spesa di Euro 50,3 per abitante .
Dopo oltre 20 anni dalla sua istituzione il Giudice di pace svolge con soddisfazione degli utenti e degli operatori e con efficienza i compiti affidatigli, cioè di realizzare una giustizia trasparente e sostanziale con meno formalità e meno lungaggini.
Nel corso degli anni la magistratura di pace ha gradualmente ampliato le proprie competenze e acquisito una maggiore qualità e professionalità superando le iniziali diffidenze delle categorie professionali.
Al raggiungimento di tale risultato ha contribuito, non poco, la costante partecipazione agli appositi  corsi di formazione e la selezione  in sede di concorso.
Oggi, con il passare degli anni  e con il “ filtro” delle valutazioni quadriennali, da parte dei Consigli Giudiziari  sono restati in servizio, per la maggior parte,soltanto quelli che hanno già ricoperto incarichi giudiziari di Vice Pretore, GOT e VPO  e che,quindi. già avevano dato prova di efficienza, competenza e professionalità.
La preparazione dei Giudici di pace è testimoniata dalle numerose decisioni pubblicate nelle migliori riviste di diritto, alcune sorte proprio per commentare tematiche trattate esclusivamente dalla Magistratura Onoraria.
In ogni distretto ci sono formatori giudici di pace, alcuni utilizzati anche dalla Scuola Superiore della Magistratura e la partecipazione di giudici di pace in qualità di relatore a corsi di formazione e seminari per l’avvocatura è abbastanza frequente.
La percentuale di appelli delle decisioni nel 2012 [solo 43.357 su 1.508.587 procedimenti definiti] è inferiore a quella del Tribunale ed in tema di giudizi monitori vengono opposti soltanto 26635 decreti ingiuntivi su 515.964 emessi.
L’accentramento degli uffici consentirà la costituzione di sezioni specializzate  con una migliore utilizzazione del personale ed un continuo confronto tra i magistrati sulle questioni giuridiche affrontate.
In quest’ottica anche a  chi non è operatore del diritto sembra ragionevole spostare una parte dei procedimenti  civile dal Tribunale al Giudice di Pace  per equilibrare i carichi di lavoro e tenendo conto della maggiore complessità dei procedimenti assegnati al Tribunale.
Si ricorda che alla fine dell’ottocento ed agli inizi del secolo scorso le cause definite dalla magistratura onoraria erano 2/3 con punte dell’86 % nel 1898 e 1903, mentre, quelle definite dalla magistratura di carriera, soltanto 1/3 con minimi del 14% negli anni citati.
Un significativo aumento di competenza consentirebbe ai giudici di pace di definire i procedimenti in un anno e mezzo ed ai Giudici dei Tribunali, di dedicarsi a cause più complesse e laboriose con un dimezzamento dei tempi .
Riteniamo che la Magistratura di pace oggi sia in grado di contribuire significativamente a dimezzare i tempi di definizione dei procedimenti con un risparmio di costi per condanne Legge Pinto e consentire all’Italia di non essere più la “cenerentola d’Europa” ed il “fanalino del mondo” in materia di amministrazione della giustizia.
A tal proposito la Magistratura di pace chiede che si proceda ad un sostanziale aumento della competenza per valore, con l’assegnazione di nuove materie all’Ufficio del Giudice di pace, come la materia condominiale,le esecuzioni mobiliari (circa 440.000 procedimenti all’anno), le opposizioni agli atti esecutivi, in questa prima fase ridotte per valore, e poi gradualmente con una competenza per materia.
Analoghe considerazioni valgono anche per i procedimenti penali con un trasferimento di competenza per i reati contravvenzionali.
Seppure auspicabile una riforma sistematica e complessiva, la Confederazione Giudici di pace, ribadendo la disponibilità a partecipare ad un tavolo tecnico o ad una Commissione per individuare le soluzioni più idonee, non si oppone all’emissione di un decreto legge che consenta immediatamente il trasferimento di competenze ai Giudici di pace allo scopo di alleggerire il carico dei Tribunali e di contribuire a garantire gli obiettivi di efficienza e buon andamento della giustizia.

Avv. LUIGI VINGIANI
Direttivo Confederazione Giudici di Pace

Redazione Newsfood.com

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