Giovanni Paolo II: Mostra del pittore Lorenzo d’Andrea il 5 giugno a MonteCarlo

Giovanni Paolo II: Mostra del pittore Lorenzo d’Andrea il 5 giugno a MonteCarlo

Dopo il successo al Consolato di Nizza, il pittore Lorenzo d’Andrea il 5 giugno esporrà a MonteCarlo
Lorenzo d'Andrea

Intervista di Bruno Breschi, inviato di Newsfood.com, a Lorenzo d’Andrea

Al rientro da Cannes dove si è recato per assistere alla proiezione del film italiano a quel Festival il Ministro dei Beni e delle Attività Culturali del nostro paese, On Dario Franceschini ha voluto fare una visita al nostro Consolato Generale di Nizza, accolto gradevolmente dal personale e dalla Console dott:sa Serena Lippi (era in corso la premiazione del Concorso d’Eloquenza in italiano degli studenti delle scuole medie francesi) accogliendo con piacere l’occasione per la visita alla mostra, in corso nel teatro Garibaldi all’interno del Consolato, del pittore d’Andrea dedicata al Papa Santo Giovanni Paolo II°.

Lorenzo la tua esposizione dei ritratti di Giovanni Paolo II al Consolato Italiano di Nizza viene ricordata come
un avvenimento importante, con la presenza di tre importanti prelati e dell’onorevole C. Estrosi – sindaco di Nizza -, che va ben oltre ogni positiva aspettativa. Te lo  saresti immaginato alla vigilia?

Questa serie di ritratti sono stati esposti in molti musei , da Cracovia al Vaticano al Palazzo Ducale Massa, al museo di Tempio Pausania in Sardegna dal mio amico don Tamponi. Il console italiano a Nizza, Serena Lippi, ha creato un evento di successo ed io non credevo con così tanta partecipazione estremamente qualificata.

 
Avere ritratto il Sommo Pontefice in momenti particolari della sua predicazione ha toccato il cuore anche dei
più refrattari visitatori. Che cos’è che ti ha ispirato, fatto muovere il pennello?

Certamente  averlo conosciuto nel 2000 in compagnia del sen. Andreotti, di Bocelli e della mia Barbara in Vaticano. Rimasi colpito dal suo carisma e dai suoi occhi, per me è stato l’incontro che ha cambiato il mio modo di vedere il mondo ed anche di dipingere.

Lorenzo d'Andrea a Nizza
Pensi con questi ritratti di aver dato tutto della tua arte o vi è ancora molto,  altro che vuoi dirci? Siamo purtroppo in un’epoca – e gli scandali che ogni giorno vengono alla luce lo dimostrano- nella quale il  dio quattrino non ha confini. L’etica, la morale, il tenore di vita non credi che debbano essere affrontati con estrema durezza dagli artisti?

Sì, hai ragione. Il mondo in qui viviamo è un mondo terribile, questa è la mia sensazione, credo che per vivere bene servano pochissime cose. Noi artisti abbiamo il dovere con ciò che facciamo di denunciare le ingiustizie che ci circondano e farlo con estrema durezza.

 
Con Papa Francesco la Chiesa sembra intenzionata a portare avanti una politica di rigore che ponga fine al
decadimento nel quale siamo caduti. In che modo anche tu puoi inserirti in questa forte denuncia?

Alcuni mesi fa ho conosciuto il Santo Padre Francesco, al quale ho consegnato il suo ritratto. Mi ha presentato a lui Don Luigi De Logu che dirige in Sardegna la “fazienda De Esperanza”. Ho visto in Piazza S. Pietro l’entusiasmo di tutti, specialmente dei giovani. Credo che papa Francesco sia l’inizio di una nuova visione delle cose, lui denuncia con amore, questa è la sua forza.

Giovanni Paolo II, opera di Lorenzo d'Andrea 
Dopo queste domande veniamo a te. Sappiamo che su invito dell’Arcivescovo di Monaco, Mons. Barsi, esporrai a Montecarlo il 5 giugno. Te l’aspettavi una richiesta del genere?

Sono molto grato all’arcivescovo dell’invito, i ritratti di Papa Giovanni Paolo II Santo esposti nella Cattedrale di Montecarlo visitati da milioni di persone. Sono felice ma con un po di preoccupazione.

Quali tele presenterai. Per l’occasione hai studiato e composto un’opera particolare? A Nizza hai lasciato in
donazione al Consolato il quadro di 2 metri per 2 con tre i Papi. Qual’è la novità per il Principato di Monaco?

Saranno esposti circa 40 ritratti del Santo Giovanni Paolo II nel vestibolario della cattedrale con presentazione di Adolfo Lippi e dell’arcivescovo Barsi. Ho una sorpresa per questa mostra, esporrò un ritratto molto particolare, che credo farà piacere ai cittadini del Principato e in particolare ai principi.

So che in Sardegna, a Golfo Aranci, hai inaugurato una tua scultura alta ben 15 metri che ha il suggestivo nome “La colonna di luce” dedicata al pioniere delle comunicazioni Guglielmo Marconi e che nella galleria  Cave Barsi  di Monte Corchia stai per tagliare il nastro della mostra “L’Angelo delle Cave”; quali altri impegni  ti attendono per il prossimo futuro?

Nel comune di Golfo Aranci, un giovane sindaco, Giuseppe Fasolino, sta facendo una politica di grande respiro, e la cultura è uno dei suoi cavalli sui quali punta. Sono onorato di collaborare con lui e la sua amministrazione a questo evento. Guglielmo Marconi nel 1932 inviò da Golfo Aranci un messaggio a Rocca Di Papa, pochi in Italia conoscono la cosa. Questa scultura in granito sarà prossimamente inaugurata e sicuramente avrà un grande riscontro sui media, Marconi è per il Leonardo del ‘900 e va ricordato come merita.
Sto lavorando a grandi quadri ispirati alle cave di marmo delle nostre Alpi Apuane da Seravezza a Carrara. Gli amici Loris e Lorenzo Barsi esporranno nella cava sopra Seravezza, in agosto, la mostra “L’angelo delle cave” che verrà poi esposta a Seravezza nello splendido Palazzo Mediceo da poco entrato a far parte del patrimonio dell’umanità unesco.
Tutto questo avverrà per i miei 70 anni. Ringrazio di cuore.

Chiudo qui l’intervista, ma se vuoi aggiungere altro sono a tua disposizione mentre ti ringrazio per
avermi permesso di ammirare opere che mi hanno consentito di conoscere le tue alte qualità artistiche. Attualmente a cosa stai lavorando?

Lorenzo d’Andrea: Sto lavorando nel mio studio di Pietrasanta ad alcune grandi sculture. Prossimamente sarò a Roma insieme al mio amico scultore Roberto Bricalli dal Cardinale Coccopalmerio. Stiamo progettando una chiesa-scultura dedicata al Santo Giovanni Paolo II collocata in Sardegna alla Fazienda de Esperanza” di don Luigi De Logu.

Bruno Breschi,
inviato speciale
Newsfood.com

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