Giovanna, una donna “cum grano salis”, una compagna di vita ideale (Intervista)
22 Aprile 2025
Intervista a Giovanna, una compagna di viaggio ideale, una Giovanna d’Arco dei giorni nostri
Oggi è nonna di tre nipotini, una nonna “cum grano salis”, come ha sempre cercato di esserlo da moglie, da mamma, nel mondo del lavoro…
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22 aprile 2025
NOTA del Direttore
Giovanna (nome di fantasia), l’ho conosciuta qualche anno fa e mi ha subito colpito per il suo modo di accettare la Vita. Non si lamenta delle difficoltà che ha incontrato, non ha invidia per chi ha di più, è soddisfatta di quello che è riuscita a costruire. Ogni contrarietà, a differenza di tante donne (e maschietti) per lei è stata un trampolino per migliorare il suo percorso.
Oggi è nonna di tre nipotini, una nonna “cum grano salis”, come ha sempre cercato di esserlo da moglie, da mamma…
Giovanna, una compagna di viaggio ideale, una Giovanna d’Arco dei giorni nostri che continua a lottare, in modo leale e altruistico, ma che non rinuncia a pretendere che venga rispettato il suo diritto di Libertà.
Quante sono ancora le donne così? Ben poche, ormai sono mosche bianche…
Giuseppe Danielli
Intervista a Giovanna, nonna “cum grano salis”, una compagna di viaggio ideale, una Giovanna d’Arco dei giorni nostri
1) Giovanna, chi sei? Oggi sei nonna e ti dedichi ai tuoi nipotini… cosa ricordi di quando eri tu nipotina?
Oggi sono una nonna di tre nipotini maschi (13 e 1/2, 11 e 1/2, 3) che mi obbligano a fare i conti con una relazione con il maschile ben diversa dai tempi in cui ero bambina e adolescente. Il contesto generale attuale è più variegato, fonte di molti stimoli ma anche di situazioni a rischio (basta pensare ai social che spesso manipolano e irretiscono i più giovani /fragili) e anche dei nonni attenti devono approcciare il loro ruolo in modo diverso, trovando un giusto mezzo, un corretto equilibrio tra l’amore infinito di nonna/o e la salvaguardia di valori importanti, essenziali per un sano sviluppo della personalità dei nipoti. Io ho conosciuto una sola nonna, quella materna: era una personcina sempre molto pulita, ordinata, con i capelli – una lunga treccia raccolta – in ordine. Quando andavo a trovarla da bambina (abitavamo in 2 città diverse) mi faceva trovare sempre delle tavolette di cioccolato ICAM in un cassetto della sua cucina; è mancata quando avevo 14 anni, ho cercato di starle vicino fino all’ultimo. Lei, nonna Maria, ha rappresentato per me “il mondo dei nonni”. Un mondo che non esiste più.
2) Oggi è tutto cambiato, cosa è migliorato per i giovani e cosa si è perso?
Non credo sia facile dare un giudizio assoluto in poche parole. Anche la frase “hanno tutto” non è poi così vera se leggiamo le statistiche sul numero dei bambini/ragazzi che vivono in povertà assoluta e/o relativa. Credo che i ragazzi e bambini di oggi abbiano sicuramente a disposizione più risorse (pensiamo al mondo che spalanca loro il digitale…) ma che spesso non ne facciano buon uso. Per assenza di adulti che insegnano e/o assistono o per presenza di adulti che hanno problemi di giovanilismo (la sindrome di Peter Pan è terribilmente diffusa). Io rimpiango (per loro, sia chiaro) vita all’aria aperta, giochi in cortile, legami veri, sinceri e duraturi. Ed anche una istruzione più rigorosa ma soprattutto qualificata. Mi preoccupa molto che i ragazzi oggi utilizzino sempre meno parole nel formulare un discorso. La lingua è la manifestazione di un pensiero sottostante. Mi piacerebbe che i giovani tornassero a riflettere (di più). Ovviamente sono discorsi fatti in generale
3) Matrimonio, mamma… sei riuscita a coronare qualche tuo sogno da ragazza?
Io non ho mai sognato il matrimonio come sentivo fare da parecchie coetanee (e dalle loro madri…) quando ero adolescente. Sarà perché ho avuto una mamma indipendente, sarà perché son cresciuta sola con lei dagli undici anni e mezzo perché morì mio padre all’improvviso, ma non ho mai visto la figura maschile come risolutiva nella mia vita. E anche nel matrimonio ho cercato, per le mie cose, di fare più conto su di me. Oggi mi dico “per fortuna”… invece l’esperienza della maternità è stata bellissima, ancorché complessa. Ecco, tornassi indietro, non credo proprio che mi risposerei ma sicuramente non rinuncerei ad un figlio
4) Sei anche entrata nel mondo del lavoro; come è stata la tua esperienza?
Ho amato il lavoro che ho fatto perché ho ho avuto la fortuna di poter fare quel che mi piaceva e questo ha impedito che sentissi la vera entità degli sforzi e dei sacrifici che facevo ogni giorno. Direi che ho fatto una ottima carriera e sono assolutamente convinta che nessuno mi abbia regalato niente (anzi…) e questo per me è un motivo di grande orgoglio! Certo mi sono preparata per questo percorso studiando sempre con enorme impegno, interesse e dedizione: anche di questo sono assai orgogliosa, per me e la enorme soddisfazione che ho dato alla mia mamma che tanto ha fatto per me.
Uno dei sogni della mia gioventù lo sto realizzando ora. Mi sono laureata in Lettere a 23 anni (come da copione) ma ho sempre avuto il desiderio di studiare per un’altra laurea e adesso sto preparando la tesi della laurea triennale in Filosofia. Ho ripreso in mano gli studi della lingue classiche apprese al liceo (ho fatto il liceo classico) e ogni volta mi viene in mente mia mamma che, quando avevo 40-50 anni, mi diceva “quando vai in pensione ripassa greco e latino che, mi sa, li stai dimenticando..”.
Era forte mia mamma ☺ e non le mandava a dire. Ma sempre con garbo ed equilibrio!!5) Non è stato facile fare la mamma ma quanto è difficile fare la nonna oggi?
Concordo che non sia stato facile fare la mamma anche se credo che non sia mai facile fare il genitore. Oggi, per fare bene la nonna (non pensare solo a viziare i nipotini oppure a intervenire per correggerli, che non ci compete), credo ci voglia molta empatia e maggiore comprensione del contesto in cui i bambini e ragazzi vivono. Soprattutto con gli adolescenti, che vedo e percepisco in maggiore sofferenza – purtroppo il bullismo dilaga anche laddove non viene percepito – è importante cercare sempre un canale di comunicazione e far percepire loro che le nostre braccia, il nostro cuore e le nostre orecchie sono sempre aperti: pronti ad ascoltarli e ad accoglierli. Oggigiorno i nonni, più che in passato, possono rappresentare un sicuro approdo per i nipoti, trasferendo sentimenti ed esperienza, e colmando anche qualche lacuna dei genitori, che però rimangono i genitori e gli educatori. Quindi mai mettersi in concorrenza né in contrasto/opposizione.
6) Quindi un bilancio positivo, travagliato ma soddisfacente… da donna “cum grano salis”
Spesso sento dire dalle donne: vorrei rinascere uomo. Ma nemmeno per sogno!!
Se faccio il bilancio della mia vita – e alla mia età è corretto cominciare a farlo…per potere effettuare ancora qualche correzione, se opportuna – io mi dico che sono contenta e soddisfatta di me stessa, di quel che ho fatto, di quel che ho ottenuto e soprattutto di quello che ho dato. Le persone che sono entrate nella mia vita mi hanno trasmesso spunti e informazioni: come migliorarmi (per emulazione o differenza), come evitare di essere e comportarmi (sempre con lo stesso criterio prima enunciato). Mi è capitato di incontrare anche persone tossiche: con fatica, e dopo tanto dolore, eliminate dalla mia vita. A chi mi è vicino non credo di chiedere molto: lealtà, onestà e rispetto, le stesse cose che mi impegno sempre ad offrire a chi interagisce con me. Regola molto chiara e anche, a mio avviso, piuttosto semplice da rispettare. Su questo, lo riconosco, sono piuttosto intransigente ☺ .
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Direttore Giuseppe Danielli (Linkedin)
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