Giornata internazionale del Pistacchio – 26 febbraio Pistacchio Day

Giornata internazionale del Pistacchio – 26 febbraio Pistacchio Day

Giornata internazionale del Pistacchio – 26 febbraio

 

Chi li consuma è in genere pienamente consapevole dell’apporto di nutrienti importanti: il 43% degli italiani sa che una porzione di pistacchi da 30g corrisponde a ben 50 pistacchi e il 27% sa che questa porzione ha solo 160 calorie. Il 38% invece è al corrente che non fanno ingrassare, mentre il 23% sa che fanno bene al cuore grazie agli alti livelli di grassi insaturi e monoinsaturi contenuti e inoltre il 22% è consapevole che si tratta di una proteina completa.

 

Giovanna Guzzetti

Il pistacchio? Per molti di noi, soprattutto i meno giovani, il gusto verde (e dal colore abbastanza artificiale…) era quello del gelato. Scriveva Ascanio Celestini (attore, regista, scrittore) nel 2007 “Quando ero bambino lo sceglievo (il gusto pistacchio, ndr) solo per il colore, come il gelato al Puffo, quello azzurro che sapeva solo di azzurro”.

Scarsa, all’epoca, la conoscenza diffusa sia del valore sia delle proprietà di questo oro verde di cui si parla addirittura nella Genesi (Vecchio Testamento).

Innegabile che ci sia una sorta di ostinazione per dedicare una giornata a qualcosa/qualcuno ma, ai più, nonostante una maggior diffusione del frutto del pistacchio, non è familiare la ricorrenza del 26 febbraio come Giornata internazionale dedicata al Pistacchio. Un frutto che fomenta anche campanilismi: da noi, in Italia, è sinonimo di Bronte, in Sicilia. In realtà la qualità della pianta di Bronte si estende dal centro della città metropolitana di Catania fino a Ragalna, alle pendici dell’Etna. Un connubio quello con il Vulcano da non trascurare: si dice infatti che la pianta del pistacchio, la Pistacea Vera, non solo abbia una durata di 300 anni ma addirittura possa a volte ricrescere anche dopo essere stata abbattuta dalla lava del vulcano. A conferma della teoria dell’adattamento darwiniano…

Insomma, al pari di olive e nocciole, anche il pistacchio non uscirebbe dall’ambito mediterraneo: secondo una indagine condotta da American Pistacchio Growers presso i consumatori italiani è infatti emerso che per la maggior parte degli intervistati i pistacchi provengono dall’Italia (35%), dall’Europa Meridionale o dalla Turchia (pari merito 23%).  Solo l’8% ha indicato il Nord America. Mentre a quest’area geografica spetta un significativo primato: gli Stati Uniti sono al primo posto nella produzione commerciale mondiale di pistacchi (a partire dal 2008). 

In California infatti sono presenti grandi coltivazioni poiché lì la pianta trova il suo ambiente di crescita ideale: estati calde e secche, abbondante acqua, terreni profondi e molto sole. La specie più pregiata e diffusa è la Kerman che costituisce circa il 95% della produzione americana.

Nel nostro Paese si è diffusa nel tempo l’abitudine di mangiare i pistacchi, non solo come complemento di altri piatti ma anche come spuntini spezzafame o alimenti ideali dopo un workout.

Vediamo più in dettaglio i risultati di una ricerca condotta da mUpResearch sull’utilizzo dei pistacchi da parte degli Italiani. Questo genere di frutta secca viene consumata nell’intero arco della giornata con un picco nel break pomeridiano (oltre 1 italiano su 2 che dichiara di mangiarli come spuntino post pranzo).

Sul secondo gradino del podio c’è invece l’aperitivo: il 47% degli intervistati ammette che sono ottimi come snack durante l’happy hour, mentre 4 italiani su 10 preferiscono consumarli durante la cena.

Uno snack quanto mai salutare il pistacchio, che sia di Bronte o americano.
Chi li consuma è in genere pienamente consapevole dell’apporto di nutrienti importanti: il 43% degli italiani sa che una porzione di pistacchi da 30g corrisponde a ben 50 pistacchi e il 27% sa che questa porzione ha solo 160 calorie. Il 38% invece è al corrente che non fanno ingrassare, mentre il 23% sa che fanno bene al cuore grazie agli alti livelli di grassi insaturi e monoinsaturi contenuti e inoltre il 22% è consapevole che si tratta di una proteina completa.

Significativo l’apporto di calcio, fondamentale nella crescita e nella terza età, e, soprattutto, di potassio di cui i pistacchi presentano un contenuto triplo rispetto alle tanto celebrate banane. 

Giovanna Guzzetti
per Newsfood.com
Nutrimento & nutriMENTE

 

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