Gemellaggio Milano-Napoli nel nome della canzone nazionale candidata UNESCO

Gemellaggio Milano-Napoli nel nome della canzone nazionale candidata UNESCO

By Giuseppe

La Canzone Napoletana verso il riconoscimento Unesco e l’entusiasmo milanese 

A  Milano la Corale Nazariana canta Napoli su una terrazza di fronte alla Madonnina del Duomo

 

A cura di ASSOEDILIZIA informa

 

Milano, 23  maggio 2026

 

Napoli, la canzone verso il riconoscimento Unesco e l’entusiasmo milanese

La Camera impegna il Governo a richiederlo e a Milano se ne celebrano i fasti

di Saverio Fossati

La canzone napoletananon è di Napoli: è di tutti. Nessuno può negare l’origine culturale, la lingua, i riferimenti paesaggistici, sociali e culturali e persino il modo d’intendere la vita e l’amore che formano le classiche melodie (ma in continua evoluzione) napoletane ma… tutti gli italiani la sentono come propria.

Da Santa Maria di Leuca a Bolzano, da Aosta a Trieste tutti sentono queste canzoni e non possono pensare che a loro stessi e ai sentimenti comuni che vi vengono evocati.
E nonostante tutti, ormai nel mondo, conoscano almeno alcune delle melodie più popolari, da tempo si discute su come riconoscere e tutelare nel modo migliore questa incredibile tradizione.Così, il 24 febbraio 2026 la Commissione Cultura della Camera dei Deputati ha approvato la risoluzione 7-00307 — (scarica PDF allegato) presentata dal deputato FdI  Gerolamo Cangianolo scorso novembre) che impegna il Governo italiano ad “avviare, per il tramite del Ministero della cultura, in collaborazione con le istituzioni territoriali e culturali competenti, le procedure necessarie per la presentazione della candidatura della musica classica napoletana alla lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’umanità UNESCO”.

Una risoluzione, dal punto di vista normativo, non è una legge ma rappresenta una bella spinta: in pratica si chiede al Governo di iniziare le pratiche  per ottenere il riconoscimento. Nelle prossime settimane, quindi, il ministero della Cultura dovrà attivarsi con i suoi funzionari in questo senso.

La prima fase della candidatura prevede la richiesta di iscrizione nella lista propositiva nazionale (Tentative List), con la quale lo Stato segnala al Centro del Patrimonio Mondiale, World Heritage Center-WHC, i beni per i quali intende chiedere l’iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale nell’arco di 5-10 anni.
A oggi la stessa Campania vanta già diversi siti inseriti nel Patrimonio: Costiera Amalfitana, Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, con i siti archeologici di Paestum, Velia e la Certosa di Padula, le Aree archeologiche di Pompei, Ercolano e Torre Annunziata, il palazzo reale di Caserta, la Costiera Amalfitana. Ma certo è difficile pensare a tutti questi luoghi, oltre agli aspetti storici, archeologici, paesaggistici, senza che vengano in mente le canzoni.

L’iniziativa parlamentare, quindi, è benemerita ma non fa che rispecchiare la naturale inclinazione degli italiani a considerare questa musica come propria della tradizione italiana e del nostro sentire.

Tanto che proprio pochi giorni fa, a Milano, in una delle poche terrazze che possano vantare una vista del Duomo e del centro cittadino davvero spettacolare, è stata ospitata un’affollata serata di canzoni napoletane organizzata dalla Corale Polifonica Nazariana diretta dal maestro Lucio Nardi: i solisti, con il supporto di danzatori e studiate coreografie, hanno dato vita a un repertorio classico e di ricerca. Dalle più struggenti Reginella e Core ‘ngrato ad altre meno note al grande pubblico del Nord come Cartolina da Napoli, e tantissime altre, precedute da una breve ma puntuale introduzione filologica e storica e spesso accompagnate dal coro del pubblico.

Particolarmente commovente la storia di ‘O surdato‘nnamorato, che avrebbe dovuto trasmettere entusiasmo alle truppe italiane del 1915 e divenne invece da subito (nonostante i tentativi dello Stato Maggiore di proibirla) un inno all’amore e alla nostalgia di casa.

La serata ha suscitato un tale entusiasmo da corroborare un’idea che da tempo circola in città: quella di un vero e proprio gemellaggio Milano-Napoli nel nome della canzone nazionale della quale sono state, in epoche diverse, capitali: Napoli per tutto l’Ottocento e metà del Novecento, Milano dagli anni Sessanta del Novecento in poi, con l’importazione dei cantautori genovesi ed il varo del Festival di San Remo promosso dalle case discografiche milanesi.

di Saverio Fossati

 

 

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