G8 e Finanziaria: l'ultimatum di Cossiga

By Redazione

“L’unica risposta da parte del Presidente del Consiglio dei Ministri o da parte di un ministro da lui esplicitamente delegato, che mi soddisferebbe e mi farebbe desistere dal derogare alla mia
decisione di carattere generale di non votare più per la mia qualità di senatore a vita e di diritto e di prendere parte alla votazione finale sulla legge finanziaria e di votare
contro, sarebbe una dichiarazione di questo tipo: «Il Governo ed io [Romano Prodi ndr], quale leader della maggioranza, siamo contrari alla istituzione di una commissione d’inchiesta, sia
bicamerale che unicamerale, su i fatti del G8 di Genova e ci opporremo ad essa».

Questa risposta mi può essere data con una dichiarazione alla stampa, o con una dichiarazione nell’aula del Senato o anche in una lettera il cui contenuto sia autorizzato a rendere
pubblico. Semplice, vero?”.

Così l’ex presidente della repubblica Francesco Cossiga ha dettato a Prodi le condizioni per cui non darebbe voto contrario alla Finanziaria e si asterrebbe dal voto finale.
E, se dal Professore non è arrivato alcun commento o risposta alle affermazioni di Cossiga, il Guardasigilli Clemente Mastella si è affrettato a dargli il suo appoggio, spiegando
che l’Udeur è contro all’istituzione della commissione d’inchiesta sul G8 di Genova e che “la possibilità che venga sostituita è del tutto aleatoria” perché mancano
i numeri: “Desidero rassicurare il presidente Cossiga che noi siamo assolutamente contrari all’istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta, sia bicamerale che unicamerale, sui fatti
del G8 di Genova e che ci opporremo ad essa come del resto abbiamo già fatto, con successo, presso la commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati”, ha rassicurato
Mastella.

“Non siamo i soli nella maggioranza a pensarla in questo modo e dunque – ha continuato il ministro della giustizia – la possibilità che essa venga effettivamente costituita è del
tutto aleatoria. Infatti senza che ampi settori del centro destra decidano di votare a favore, in Parlamento non ci sono tecnicamente i numeri perché essa possa essere approvata”.
I toni di Mastella, poi, sono passati dal pratico al sentimentale, quando ha rivolto un “accorato appello ad un grande uomo di Stato come Francesco Cossiga, che ci può ben insegnare
quali sono gli interessi generali del Paese che devono sempre stare a cuore a tutti”: “Rischiare di far cadere il governo sulla legge finanziaria mi sembra davvero un’enormità”, ha
spiegato, aggiungendo che “chi volesse far davvero cadere il Governo nelle prossime settimane e nei prossimi mesi ne avrebbe mille opportunità”.

“Ma ora davvero no, caro Francesco – ha intonato Mastella – Costerebbe davvero molto ai cittadini italiani, alle loro tasche, alla credibilità del Paese ed alla stessa credibilità
della politica facendo un grande regalo al clima di antipolitica che viene alimentato nel Paese e che tu hai stigmatizzato più di una volta con quella straordinaria capacità che
tutti ti riconosciamo”.
Il Guardasigilli conclude la sua orazione ribadendo che l’Udeur “mai sosterrà l’istituzione di questa commissione” e “prega vivamente” Cossiga di rivedere le sue posizioni: riconsidera
“questo tuo orientamento che potrebbe davvero risultare fatale e nefasto per il nostro Paese – azzarda Mastella – che, bene o male, è pur sempre il tuo Paese al quale hai dedicato
generosamente tanta parte del tuo impegno e della tua vita politica con prestigiosi incarichi istituzionali che hanno fatto di te una delle più illustri personalità del nostro
Paese”.

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