Finanziaria: il tesoretto ridurrà le tasse dei dipendenti

By Redazione

In Senato continua la discussione della Finanziaria 2008 e, nel corso della mattinata, è stato approvato l’articolo 1, che prevede che le eventuali maggiori entrate derivanti dalla lotta
all’evasione vangano utilizzate per ridurre le tasse dei lavoratori dipendenti.

E’ stato invece respinto (con 240 voti contrari, 12 favorevoli e 48 astenuti) l’emendamento presentato da Angius, Barbieri e Montalbano per diminuire i privilegi ecclesiastici e per estendere
anche alla Chiesa il pagamento dell’Ici per gli immobili adibititi ad attività commerciale “anche nel caso in cui” tale attività “abbia carattere accessorio rispetto alle
finalità istituzionali dei soggetti”.

L’emendamento non è passato per il parere contrario espresso dall’opposizione compatta, dal governo e dal relatore di maggioranza, mentre la maggior parte dei senatori di Prc, Sd, Verdi
e Pdci si sono astenuti.

Sullo stesso tema, martedì la Commissione Europea ha inviato al Governo un documento in cui presenta una “vasta serie di domande” in merito ai privilegi fiscali previsti per la Chiesa,
fissando un termine di 30 giorni per la risposta. La Ue, infatti, ha avviato l’indagine dopo il ricorso del radicale Maurizio Turco e intende verificare se l’esenzione Ici per le strutture
ecclesiastiche che svolgono attività commerciali sia incompatibile con i limiti fissati dalla Commissione in materia di aiuti di Stato (perché garantirebbe a tali strutture un
vantaggio competitivo rispetto ai concorrenti che non sarebbe compatibile con le norme europee).

Secondo la senatrice Paola Binetti (Ulivo), però, si tratta di una “campagna che sembra nascere in Europa, ma che arriva da impressioni in Italia che ostinatamente non vogliono prendere
in considerazione dati noti, espliciti, argomentati”: è “una battaglia ideologica che parte in Italia, arriva in Europa, per poi ritornare in Italia – ha continuato la teodem – Ma la
Chiesa ha ogni volta risposto con fatti concreti, fornendo, volta per volta, bilanci e numeri”.
Le ha fatto eco Gaetano Quagliariello (Fi), secondo il quale “l’orientamento laicista di Bruxelles non è certo una novità”: “Partire da una logica prettamente statalista, per cui
tutto è nello Stato, tutto è per e dello Stato – ha spiegato Quagliariello – implica che le ragioni per le quali certe agevolazioni sono compiute sono del tutto ininfluenti”.

Condividi su:

VISITA LO SHOP ONLINE DI NEWSFOOD