Formazione e business i focus di Agrifood

Verona – Innovativa formula per la seconda edizione di Agrifood, il Salone Internazionale dell’Alimentare Made in Italy in programma dal 16 al 18 novembre 2007, tre giorni per conoscere
e per vendere: giorni full time dedicati alla formazione e informazione delle aziende agroalimentari espositrici, alla promozione dei propri prodotti e alla ricerca di nuovi partner commerciali
tra operatori della gdo, grossisti, importatori/esportatori, retailer, horeca provenienti dai mercati di maggiore interesse e più alto potenziale, invitati con azioni mirate.

«Viene così confermata l’azione di Veronafiere, che rappresenta il 40% dell’offerta fieristica del settore agroalimentare con un know how specifico e di alto livello – afferma
Giovanni Mantovani, direttore generale dell’Ente.

«Da anni – prosegue Mantovani -, la nostra mission è quella di essere un sistema integrato a sostegno delle imprese, con un’offerta di servizi ed opportunità che non
smentisce, anzi rafforza il nostro importante ruolo di vetrina commerciale; vetrina man mano rinnovata puntando al business internazionale, anche con attività di direct marketing
coordinate con le aziende espositrici».

Il cambiamento rispetto alla prima edizione di Agrifood nel 2005 è totale. Nonostante l’enorme successo riscosso dalla manifestazione, in due anni lo scenario si è evoluto,
mettendo la filiera agroalimentare italiana di qualità di fronte alla necessità di diventare un sistema più competitivo. La concorrenza internazionale lo impone,
perché alle imprese nazionali non basta il prestigio che il made in Italy riscuote all’estero per dirsi vincente.
Infatti, a guadagnare di più dall’immagine dei nostri prodotti sono altri, visto che il mercato mondiale delle imitazioni è stimato pari a 50 miliardi di euro, contro i 16,7
miliardi raggiunti dal nostro export alimentare nel 2006.

La nuova formula di Agrifood, con workshop su comunicazione e marketing, internazionalizzazione e servizi disponibili, nuovi canali distributivi, ma anche financing, copertura dei rischi e
contatto con potenziali clienti, arriva in un momento particolarmente importante per il settore alimentare italiano. La produzione è in crescita (110 miliardi il fatturato nel 2006,
2,8% sull’anno precedente) e le esportazioni sono aumentate del 10% sul 2005. Quest’ultimo risultato, il migliore dell’ultimo decennio, ha portato l’incidenza dell’export sul fatturato totale
al 15,2%.
Ma per raggiungere la media europea del 18% o il 20% della Francia e il 22% della Germania serve una marcia in più e «Agrifood – dice Mantovani – vuole essere un propulsore,
ponendosi come integratore di sistema dell’intera filiera agroalimentare».

Parnter per la formazione declinata negli workshop sono Mc Cann Erickson, Unicredit Banca d’Impresa e Arthur D. Little, COFACE, ISA rispettivamente per la comunicazione, la consulenza
finanziaria e l’internazionalizzazione delle pmi; per parlare di acquisizione e fusione di imprese è presente Arner Banking Corporation, una delle banche d’affari più dinamica sul
mercato europeo; infine per quanto riguarda la diversificazione distributiva, Nestlè Food Services e la società Theorema portano il loro contributo di conoscenze ed
esperianza.
Verrà inoltre presentato lo studio commissionato a Nomisma, pensato per offirre un’analisi del made in Italy alimentare nel contesto internazionale e sulle dinamiche e le strategie
possibili a breve e medio termine.

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