Food & Design: Il cibo si sposa con l’arte

Food & Design: Il cibo si sposa con l’arte

Clemente Gaeta è lo chef che è stato cooptato dalla Dada Design per la serata etnica, in cui abbiamo potuto osservare come il percorso entro cui si muovono l’arte e il
cibo sia strettamente legato dalla passione per le forme, i colori e gli odori. Scopo dello show-cooking: fornire ai presenti una dimostrazione sull’utilizzo della cucina ad induzione (che
dà la possibilità di una cottura rapida e l’eliminazione dei cattivi odori, rivelandosi anche meno pericolosa per l’assenza di gas) e contemporaneamente far degustare agli ospiti
Aglianico e altri vini locali.

“Nasco nel 1967, da 35 anni insegno all’Istituto Virtuoso e dal ’90 ad oggi sono docente di laboratorio e tecnica di cucina. Solitamente lavoro su piatti della tradizionali campani
dall’antipasto al dessert. Vale la logica per cui valorizzando il cibo si arricchisce il territorio. Ricopro il ruolo di Segretario dell’Associazione Cuochi di Salerno, e dal 2000 ad oggi ho
partecipato a diverse manifestazioni. Proprio nel 2000 ho vinto un oro a Stoccarda ad Intergastra (la fiera internazionale di enogastronomia)

Ci può raccontare com’è cambiata la tradizione culinaria dall’epoca delle nostre nonne ad oggi?

Cambiamento nasce in maniera spontanea perché la cucina della nonna è la nostra cultura che ci portiamo dentro. Ogni Chef dev’essere creativo, bisogna comunque conoscere la nostra
cultura di base, perché molti non  conoscendo la tradizione si ostinano a fare innovazione. Penso che la cosa che piaccia di più a tutto il mondo è conoscere il
prodotto, la natura, la composizione, come ad esempio la colatura di alici.

Com’è stata questa serata?

Credo sia andata bene, poi dipende dalle persone che hai di fronte, te ne accorgi a cose avvenute, se la gente ha gradito o meno il piatto proposto. 

 

Si chiama Manuela Zambrano, ingegnera a capo della sala-negozio Dada Design, e organizzatrice della serata Il naturale diventa chic. Ha ereditato la strategia commerciale osservando la
madre nel negozio di famiglia e “rubato” la professione al padre, un noto ingegnere salernitano.

Zambrano ci ha mostrato una panoramica sull’attività, spiegandoci anche quali sono le problematiche che ci si trova ad affrontare nel momento in cui si decide di portare avanti un lavoro
ibrido, a metà strada fra l’oggettistica utile e bella, in un luogo in cui prevale ancora l’aspetto classico e tradizionale delle forme. 

Sono laureata in ingegneria civile e sono fondamentalmente una strutturista, cioè faccio i calcoli sulle strutture, disciplina totalmente diversa dal design, cui consegue l’attenzione
alle forme.

Quello attuale è un momento molto difficile, che non soddisfa le vendite, quindi, sto investendo per un momento migliore, si tratta di un tornaconto del quale s’inizieranno a vedere gli
effetti molto più in là.

Il cliente medio acquista una lampada di un certo tipo con una forma particolare per una occasione particolare. Sono circa due anni che conduco quest’attività, ho partecipato alle
mostre, mischiando l’arte col design, e l’iniziativa di stasera nasce proprio dalla fusion fra lo show-coooking e le mostre, attività che cerchiamo di portare avanti. Qualcuno mi
contatta anche come arredatrice.

Come mai l’idea di aprire un negozio di design a Salerno?

Credo che i cittadini salernitani si siano avvicinati molto alla mentalità europea, dimostrano di avere una maggiore attenzione verso il bello e le forme, e questo lo dimostra che nel
mio negozio si presentano clienti di tutte le tipologie: una “bottega” per tutte le tasche. Pensata per questo, per includere tutti coloro i quali che mediante l’informazione riescono 
soltanto ad essere stimolati. Questo genere di attività commerciale, non d’avanguardia, può in medio e lungo periodo salvaguardare l’attenzione verso un design d’avanguardia.


Quali sono i tuoi fornitori?

Qualcuno è italiano, altre invece sono ditte di import, importano soltanto pochissimi prodotti dalla Cina. Design italiano, con materiale controllato e procedimento di realizzazione
corretto.

 

Odette Paesano
Newsfood.com

Leggi Anche
Scrivi un commento