Veneto: Cacciatori impallinano una signora alla mano ed in pieno volto

Veneto: Cacciatori impallinano una signora alla mano ed in pieno volto

By Redazione

Treviso – Sabato 17  ottobre, verso le 17.30, a Santa Maria di Mareno di Piave, tre cacciatori durante una battuta di caccia ai merli, avvicinatisi troppo ad una abitazione, hanno sparato
ferendo al volto e alle mani una donna mentre curava i fiori del proprio giardino.

Si tratta di Sandra Collodel, quarantaquattrenne che vive con il marito e i due figli in via Colonna 104 a Santa Maria di Piave. Il figlio della signora Mirko Dal Pos ha subito rincorso i tre
cacciatori che sono scappati a gambe levate abbandonando addirittura i merli appena uccisi, trascrivendosi prontamente i dati delle targhe degli stessi che hanno consentito agli agenti del
Commissariato di Polizia di identificarli.

La LAC è pronta a dare assistenza legale gratuita alla signora per la denuncia dei tre, inoltre in caso di processo si costituirà parte civile con un proprio legale. Incidenti del genere purtroppo risultano sin troppo frequenti, solo nella scorsa stagione di caccia 2008/2009 in Italia si sono verificati ben 96 incidenti di
caccia con 65 feriti e ben 31 morti, tra i quali un cercatore di funghi (la lista completa e dettagliata dei morti e feriti è consultabile sul sito della LAC
http://www.abolizionecaccia.it).

“Le attuali leggi sulla caccia sono ormai inadeguate e sorpassate per una società moderna come la nostra e per le nostre campagne fortemente urbanizzate – ha commentato Andrea Zanoni
presidente della LAC Veneto – bisognerebbe bloccare subito la caccia e far rifare seri esami a tutti i cacciatori; sono troppi i morti e i feriti per incidenti di caccia e non c’è da
stupirsene viste le condizioni in cui si caccia con un altissimo numero di cacciatori che esercita la sua attività  pericolosa in un territorio tra i più densamente popolati al
mondo.

Si tratta di una schiera di dilettanti perché i cacciatori italiani non hanno avuto un addestramento professionale all’uso delle armi, la maggior parte di loro non ha neanche superato un
esame in proposito perché ha preso la licenza di caccia prima che le leggi lo prevedessero ovvero prima del 1977.

Bisogna poi inasprire le sanzioni per chi spara vicino alle case, alle strade ed agli agricoltori prevedendo il ritiro della licenza e aumentando e incentivando la vigilanza venatoria, questi
cacciatori ad esempio in questi giorni stanno ancora cacciando perché le attuali leggi sulla caccia per questa violazione prevedono solo una misera sanzione amministrativa senza nessuna
pena accessoria.

I cittadini, specie del trevigiano, ci chiamano spesso per segnalare spari sotto le proprie case e piogge di pallini; l’indisciplina dilagante e la faciloneria con la quale i cacciatori usano
queste armi micidiali ci ha portati a scrivere un vademecum per i cittadini che riporta tutte le regole che i cacciatori devono rispettare, documento che tutti ci possono chiedere telefonando al
347/9385856 o scrivendo a LAC Via Cadore 15/C int.1 31100 Treviso, o a lacveneto@ecorete.it.

Purtroppo non è da meravigliarsi se nella nostra provincia i cacciatori prendono sottogamba le norme di sicurezza che prevedono distanze di 100 metri dalle case e di 50 metri dalle strade.
Abbiamo infatti degli esempi poco edificanti come quello del Ministro Zaia che lo scorso anno si è fatto in quattro per liberare dal carcere un cacciatore trevigiano che aveva violato
gravemente la legge sulla caccia della Croazia, o quelli del presidente della provincia Muraro e del sindaco di Treviso Gobbo che hanno sostenuto degli esami di caccia farsa per i quali ci sono
state due condanne di altrettanti funzionari per falso ed abuso d’ufficio. Sono esempi negativi che giocano contro il rispetto della legalità e delle norme che disciplinano la caccia
facendo sentire i cacciatori “paroni in casa di altri.”

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