Fiere di Parma commenta l’articolo di Francisco Bertolin sugli eventi agroalimentari

Fiere di Parma commenta l’articolo di Francisco Bertolin sugli eventi agroalimentari

Riceviamo e, su espressa autorizzazione, provvediamo alla pubblicazione:

Oggetto: lettera aperta di Fiere di Parma

Data: 30 aprile 2013 09:02:27 CEST

“Caro Direttore,
leggiamo su Newsfood.com del 27 aprile
l’interessante lettera di un lettore “misterioso” che si firma Francisco Bertolin e che fa diverse osservazioni sul rapporto tra fiere alimentari e mercati sulle quali vorremmo intervenire.

Prima di tutto, se una fiera alimentare debba o meno presidiare i mercati esteri, con il Bertolin che porta ad esempio la Francia che si muove in modo diverso. In questo caso il vostro lettore si
risponde da solo: la Francia può contare su una fitta rete di punti di vendita della Grande Distribuzione francese nel mondo e su un impegno “obbligatorio” delle Ambasciate a sostenere gli
eventi Sopexa. In Italia non abbiamo le catene distributive all’estero e stiamo faticosamente ricostruendo l’Ice.
Dunque una fiera alimentare distintiva fa bene a presidiare e sviluppare i diversi mercati esteri. Fiere di Parma lo fa in diversi modi: con seminari in Italia (si pensi a quello recente sul
mercato dell’Asean); con il Cibus Market Check che porta i manager ad incontrare la grande distribuzione estera ed i loro buyers in loco, cioè nei loro punti vendita; portando le aziende
italiane nelle grande fiere alimentari del mondo (dalla thailandese Thaifex alla Prodexpo Mosca e via dicendo); organizzando incontri internazionali come il Cibus Global Forum che si terrà
il 16 e il 17 maggio 2013 a Parma.

Quello che non serve è cercare di competere con le Fiere Leader, in Italia e nel Mondo,
in assenza di un posizionamento distintivo. L’espositore ha sempre meno risorse e quindi seleziona gli investimenti privilegiando le piattaforme marketing consolidate per reputazione e
prospettive.
E Cibus è la fiera alimentare italiana largamente più conosciuta nel mondo. Basti ricordare che nel lontano 1938 nei Giardini Pubblici di Parma venne organizzata la prima
esposizione dell’industria conserviera del pomodoro per capire quanto sia antica e radicata nel territorio la vocazione espositiva di Parma. Cibus oggi è un appuntamento sempre più
importante per conoscere e capire i gioielli del nostro Made in Italy Alimentare attraverso un percorso non solo fieristico ma esperienziale sul territorio.

Il lettore Bertolin parla della guerra delle fiere come espressioni di campanilismo e di “guerre tra poveri”. Per quanto ci riguarda, la vera guerra per noi italiani è fuori dalle
Fiere,   su quei mercati, come quello interno ed Europeo, falcidiati dalla riduzione del reddito disponibile e su quelli in via di sviluppo, ma così difficili da penetrare.

Serve una regia delle fiere? Probabilmente si, anche se il giudizio finale è sempre quello dei mercati. E comunque non è pensabile che si possano cancellare o trasferire in altre
città fiere antiche come Cibus o come Vinitaly.

Abbiamo grande rispetto per le Fiere Italiane che in questi anni hanno saputo, come noi, concentrarsi sulle loro core competence, spesso distrettuali, consolidando e sviluppando i loro prodotti
fieristici di successo: da Vinitaly a Verona a  Sigep a Rimini fino a Klimhaus a Bolzano; consideriamo Best Practice a livello internazionale alcune manifestazioni create e gestite dalle
Associazioni di Settore come Il Salone del Mobile di Cosmit o Cersaie di Assopiastrelle; siamo disponibili a contribuire ad una razionalizzazione  del sistema Fieristico regionale e quindi
tutelare e valorizzare risorse umane e professionalità operanti in alcuni quartieri in difficoltà economica a noi limitrofi. Viceversa non siamo interessati ad alleanze o progetti,
anche internazionali, basati sulla rincorsa ai Leader dei mercati obiettivo.

Cordiali saluti,

Direzione Marketing e Comunicazione Fiere di Parma

Giuseppe Danielli:
Francisco Bertolin è un nome di fantasia ma rappresenta il cittadino italiano che ama il suo Paese, in particolar modo si interessa di agroalimentare e si arrabbia quando vede che i
veri contadini  (quelli con i calli e le mani “sporche” di terra) non riescono più a trarre il giusto sostentamento, che gli allevatori sono costretti a chiudere le loro stalle per i
costi che superano i ricavi, l’ortofrutta viene pagata il 10% del prezzo di vendita al consumo…

Francisco vorrebbe diventare “Ministro delle Politiche Agricole, Ambientali, Alimentari”, -questo dovrebbe essere la dizione esatta di uno dei più grandi Ministeri dell’Italia- per
poter fare qualcosa di concreto.

Da ieri c’è un nuovo Ministro, Nunzia De Girolamo, è il nuovo ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, che va a sostituire Mario Catania nel nuovo Governo
formato da  Enrico Letta. De Girolamo, classe 1975 è originaria di Benevento,

E’ molto giovane, 37 anni, ma sicuramente riuscirà a fare meglio dei suoi predecessori anche perchè si sente aria di rinnovamento, ed il mondo agroalimentare, insieme
all’ambiente in cui viviamo va assolutamente rivalutato.

Ma torniamo al dilemma delle fiere trattato da Bertolin nell’articolo:

CIBUS o Tuttofood? Parma o Milano? Export agroalimentare da
resettare


A questo proposito ringraziamo la Direzione di Fiere di Parma per l’attenzione  e per la risposta che riportiamo.
Con l’occasione chiediamo di approfondire l’argomento trattando anche l’aspetto della informazione, della promozione sia in Italia che verso l’estero, in particolare quello che più ci
interessa da vicino: quanto vale l’informazione attraverso il web e perchè oggi -dalle fiere- è ancora utilizzato marginalmente?

Oggi tutti noi, quando desideramo un’informazione, chiediamo a Google, le “Pagine gialle del Web”.
In attesa della Primavera, metereologica ma anche di Rinascimento dei Valori,
inviamo i nostri migliori saluti
Giuseppe Danielli
Direttore Newsfood.com+WebTV

PS: giriamo la lettera di Fiere di Parma a Francisco Bertolin che potrà tornare sull’argomento, se lo riterrà opportuno

Redazione Newsfood.com

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