BEST OF ALPE ADRIA 2013: MACROREGIONE EUROPEA FRA CIBO, VINO, TAVOLA, CULTURA

BEST OF ALPE ADRIA 2013: MACROREGIONE EUROPEA FRA CIBO, VINO, TAVOLA, CULTURA

Mira di Venezia, 18 -20 aprile 2013
A luglio 2013 anche la Croazia entrerà in Europa, passerà dalla Kuna (7,5 Kune per un Euro oggi) all’Euro, e con quali e quanti pro-contro?
Con 1 euro un cittadino Croato cosa comprerà a gennaio 2014?
Quanto valore “reale”  avrà perso la Kuna?  

Entro il 2015 anche altri Stati entreranno in Europa che punta a valorizzare interessi comuni  di Macro-Regioni per sviluppare l’integrazione fra Popoli ed etnie. Benissimo un passo
importante, forse più importante della stessa moneta unica.

La moneta unica da sola non fa una UNIONE DI PAESI.

Forse gli Eurocrati  non prestano attenzione a segnali macroeconomici che all’Università (non solo in Cattolica e Bocconi) ti insegnano alla terza lezione di economia. Come fa ad
essere sfuggito il caso Creta.

Per 10 anni non si sono domandati  come fa a stare in piedi un Paese che ha un Pil di 17 mld di euro e una movimentazione di capitali finanziari  di 130 miliardi di euro, ALL’ANNO,
 concentrati in poche banche-mani?

Forse un po’ più di controllo da parte del FMI e della BCE non guasterebbe, almeno per prevenire e non da rincorrere.

Sul tema, cogliendo l’occasione di un prossimo primo evento europeo di grande richiamo a VENEZIA il 18-20 maggio a Villa Widmann, lo chiediamo a Giampietro Comolli, sempre meno uomo del vino
italiano che per 40 anni ha sostenuto come produttore, poi come gestore e organizzatore, ed  ora sempre più impegnati su fronti esteri (Cina in particolare e mondo agricolo di
Erbil-Afganistan) e sulla creazione in Italia di distretti produttivi in difesa e sviluppo di aree agroalimentari, di Expo2015, di sviluppo turistico italiano nel mondo.

A lui rivolgiamo qualche domanda.

Giampietro Comolli, internet ha spazzato via le frontiere della comunicazione, diventiamo sempre più multietnici e aumenta l’integrazione fra popoli, quale è il suo pensiero da
attento osservatore dei cambiamenti?

La globalizzazione e la internazionalizzazione dei mercati reclama nuovi comportamenti per incrementare gli scambi culturali, per sviluppare sinergie commerciali e per far crescere l’Unione
Europa che vada ben oltre la sola condivisione monetaria che – pur rappresentando un passo importante – ha formalizzato e creato un grande mercato unico di 350 milioni di consumatori, ma  ha
anche offerto il fianco a bolle e speculazioni esterne, sempre maggiori. Soprattutto il 30% in più di valore, rispetto al dollaro, è visto come un problema, da qualcuno. La moneta
stessa ha favorito speculazioni che si sono abbattute come macigni sui Paesi più indebitati (il dollaro è ancora la moneta unica per gli scambi commerciali nel regno delle
lux-commodities cioè energia, petrolio, oro, diamanti, smeraldi, pietre preziose…. Quindi una moneta unica che ha bisogno di vedere realizzato in tempi brevi anche una integrazione
politica, culturale, civile, sociale, fiscale, tributaria, linguistica. Senza tutto questo l’Europa non può dirsi “assicurata” verso speculazioni e non può dirsi confederazione o
unione di Paesi.

Quindi verrebbe voglia di dire: sistema, sistema, sistema?
Non è più possibile ragionare in termini di offerta di un prodotto, anche se il migliore, anche se è un asset-Paese come può essere l’alimentazione, la gastronomia e
il turismo per l’Italia. Dall’offrire un vino di qualità sul mercato, occorre passare a presentare un vino che è richiesto, ovvero rispondere alla domanda è fondamentale,
l’offerta viene dopo. Certamente occorre porre insieme gli sforzi e i valori unitari e marginali: i costi fissi di gestione e avvio oggi massacrano qualunque progetto e prodotto perché sul
mercato globale esistono prodotti similari a un prezzo molto più basso.  Ecco che gli eventi retail di vino e cibo italiano all’estero, o per consumatori esteri, diventano ancor
più indispensabili in una ottica di internazionalizzazione dei mercati e di globalizzazione dei gusti. Il distacco fra mercato interno e mercato estero è sempre più ampio e
diversificato: forse le imprese italiane devono ritornare a fare una politica diversa per il mercato nazionale, soprattutto prezzi, filiera, servizi, location di offerta. In questo il nuovo
GOVERNO, deve dare urgente una risposta concreta, reale, di quotidianità.

Ogni impresa deve pensare di operare in modi diversi a seconda del consumatore singolo che ha di fronte? Cucirgli addosso un vestito su misura?
Perfetto, sintesi perfetta.   E’ questa la differenza sostanziale: i mercati devono seguire le regole della diffusione e riconoscimento mondiale, mentre i prodotti di origine e di
identità territoriale – da salvaguardare in primis come patrimonio di un paese – devono adattarsi e avvicinare i gusti diversi di altri Popoli altre latitudini, altri climi. Per questo i
vini freschi e moderni come le bollicine (spumanti e frizzanti, l’Italia commercializza più di 1,1 miliardi di bottiglie effervescenti)   incontrano più facilmente il
gusto alimentare a tavola perché adattabili, modellabili, profumati, giovani, accattivanti, formativi. Sul mercato nazionale occorre riprendere un lavoro dimenticato della filiera corta,
della vendita e-commerce, del contatto sul luogo di consumo, di presenza dell’imprenditore in prima persona, di eventi mirati, di separazione netta delle identità/valore e del
gusto/consumatore, due rapporti oggi alla base di qualunque proposta commerciale. Il GOVERNO deve partire subito dando strumenti di crescita al consumatore finale, alle famiglie. Solo così
l’economia reale può far salire il Pil interno. Il vino e il cibo, ci sono!

Alpe Adria Best 2013 è un esempio concreto, un evento che unisce un territorio nazionale ed estero ed esprime una Macro-Regione Europea?  
R: Certamente. Ai festival di prodotto, ai simposi tematici occorre bilanciare eventi di sistema, di identità ampie territoriali. Solo così il mondo riesce a riconoscere un luogo,
una identità.
Con 150 strade dei vini in Italia (12 in spagna, 30 in Francia) non si affronta il nuovo mercato. Creare eventi di attrazione turistica, di conoscenza reciproca vuol dire aprire ai gusti e alle
abitudini altrui. Magnar ben, che è soprattutto una associazione culturale  no-profit, punta proprio all’allargamento e allo scambio della cultura e civiltà a tavola fra popoli
confinanti, fra uguali condizioni di vita, ma diversi sistemi alimentari, gusti più ricchi e meno identitari. L’Alpe Adria è un crocevia da 1500 anni, ma è anche una
Macro-Regione che per 1000 anni ha avuto nella Serenissima repubblica di Venezia un collante, una patria di diversi etnie, di poli di transito, di scambi commerciali. Sale e pepe, zenzero e
paprica, merluzzo e polenta sono tutti prodotti giunti da altri Paesi, ma hanno trovato modi e metodi, ricette e gusti, sono diventati fonte di vita, energia, forza economica, baratto, commercio.
Oggi bisogna riproporre lo stesso sistema.

Alpe Adria, Venezia maggio, settimana di Pentecoste, la prima vacanza degli stranieri in Italia. Una strategia?
R. Certamente, è la prova della teoria economica e commerciale. Grazie all’aiuto di Ascom Riviera del Brenta, le ville del Brenta (ben più numerose e antiche dei castelli della
Loira), Venezia Opportunità della Camera di Commercio, la provincia di Venezia, a Villa Widmann  nasce il primo grande incontro enogastronomico dell’Alpe Adria: BEST OF ALPE ADRIA,
Restaurants, Wines & Food Exibition. All’evento parteciperanno i migliori ristoratori, chef, vini e produttori agroalimentari selezionati nella 17°edizione della Guida Magnar Ben 2013
provenienti dai territori di Franciacorta, Veneto, Trentino, Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Carinzia e Stiria (Austria), Slovenia, Istria (Croazia). Per partire, ma presto si
aggregherà anche Pannonia, Croazia centrale, Burgunder e Baviera.

Best e awards per il meglio del meglio, da sabato a lunedì ?
R. BEST OF ALPE ADRIA è dedicato al meglio della ristorazione, della produzione vinicola e del patrimonio agroalimentare di un territorio unico, la Macro-Regione in cui gli influssi della
Serenissima Repubblica di Venezia si sono fusi con le culture balcaniche, quelle del Nord Europa e le influenze della Mitteleuropa danubiana. Per questo motivo La Riviera del Brenta e Venezia
sono state scelte dall’Associazione Culturale Club Magnar Ben quali fulcro del primo grande meeting del gusto dedicato all’Alpe Adria. BEST OF ALPE ADRIA incontrerà gli appassionati di
turismo enogastronomico, wine lovers, gourmet 3 giorni, nello scenario di Villa Widmann storica dimora della famosa Riviera del Brenta e come “manifestazione diffusa” nel territorio. Il fiume
Brenta e le sue realtà locali “traghetteranno” gli Awards delle migliori realtà ristorative e vitivinicole, degustazioni, show-cooking, talk show, mostre e spettacoli, incontri con
buyers, giornalisti nazionali/internazionali e diplomatici dell’Alpe Adria. Lunedì 20 maggio ore 18,00 il premio “Best of Alpe Adria, Restaurants, Wines & Food Award”. Ingresso 10 euro
di giorno; euro 20 per gli spettacoli serali. Uno spettacolo serale è dedicato all’anniversario dei 200 anni dalla nascita di Giuseppe Verdi, con la Traviata.

In quei giorni, dal 18 al 20 di maggio, a Milano c’è anche Tuttofood, una fiera dell’agroalimentare che ha le velleità dichiarate di superare anche Anuga, quindi tanto importante
da non aver necessità di fare promozione nel web, tanto meno ha bisogno di Newsfood.com

Quest’anno pertanto rinunciamo -a malincuore- ad andare a salutare qualche vecchio amico che esporrà a Tuttofood e andremo invece a conoscere dei nuovi amici a Mira di Venezia, sperando
che i vertici di FieraMilano  non si offendano e non ci facciano più entrare alle manifestazioni ed eventi a Rho.

Siamo troppo piccoli e tanto poco importanti che non si accorgeranno nemmeno dell’assenza di Newsfood.com
Giuseppe Danielli
Direttore Newsfood.com
 
 

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