Festa delle radici svizzere nelle Langhe

Festa delle radici svizzere nelle Langhe

Francamente non lo sappiamo, perché spesso le cose cambiano e anche le abitudini, ma pare che gli svizzeri rimangano costanti, immutabili e puntuali come i loro orologi, sempre con
l’occhio attento al calendario per programmare al meglio le loro iniziative.

Per quanto riguarda Solstizio d’Estate invece, da un po’ di tempo, pensiamo con trasporto alla prima edizione e a come rieditarla e ai soggetti che erano stati coinvolti negli eventi tra cui
“Processo al vino” di cui erano stati attori non professionisti eccelsi: Maria Teresa Armosino, Vanni Cornero, Franco Piccinelli, Franco Schellenbaum, Tomaso Zanoletti, Lido Riba, Brigitte
Schoch, Francesco Morabito e tanti altri

Potrebbe essere una casualità, ma a nove anni esatti dalla prima edizione, una nutrita rappresentanza di svizzeri (non solo residenti nelle Langhe), guidati dal loro presidente del
Circolo Piemonte Sud Kurt Haegi e accompagnati da Simone Navarro, Console generale della Svizzera a Genova, si troveranno a Borgo Robinie di Bosia, presso la sede dell’Associazione Solstizio
d’Estate per prendere gli accordi per festeggiare il decennale della ricorrenza della Festa delle Radici oppure semplicemente per uno scambio di saluti e per gustare la rinomata cucina delle
Langhe.

Un po’ di cronaca non fa mai male: l’idea di nove anni della “Festa” nacque nella testa del coordinatore di Solstizio d’Estate per festeggiare l’avvio del Concorso Internazionale il Bosco
Stregato, ma ad onor del vero, il nome della festa avrebbe dovuto essere un altro, ma l’ex Console generale di Genova Brigitte Schock impose quello attuale e, francamente, a detta di tutti, fu
il più giusto.

Ma che cosa sono le radici?

Si potrebbe rispondere in tanti modi, ma a noi viene in mente l’interpretazione che se ne dà in una dedica nei cataloghi de Il Bosco Stregato: “noi siamo come le piante che attecchiscono
bene ovunque la terra sia buona”.

L’identità è una cosa buona e salvaguardare le tradizioni pure, ma riconoscere che “l’intelligenza di una persona si connota con la sua capacità di adattarsi alle nuove
situazioni e ai nuovi contatti”, con lo sforzo di coniugare le realtà del villaggio globale con il locale (per dirla ancora con le parole della Schock) non è male.

La realtà dell’emigrazione svizzera nelle Langhe risale agli inizi degli anni ’80, ma svizzeri in Piemonte ce ne sono da sempre, basta guardare l’elenco del telefono.

Sensibilizzati da questo fervore nel rinsaldare i legami bilaterali tra la Svizzera e il Piemonte va anticipato che Solstizio d’Estate e La Crota di Roddi stanno prendendo gli ultimi accordi
con il Thermalp Hotel di OVRONNAZ (Sion) in Svizzera per una quindicina del “Buon bere” e “Ben mangiare” del Piemonte che decollerà a metà settembre.

Non è disdicevole pensare, in sintonia con il vecchio “Progetto “Rosso Barolo”, che prima di fare promozione in terre lontane, bisognerebbe tenere conto e rinnovare quelle ( prendendo in
prestito uno slogan del Consiglio regionale del Piemonte) in luoghi un po’ più vicini.

Lo slogan – giocando anche con il fiume -tradotto pure in lingua piemontese era: “Un Pò pì d’avsin” (traduzione Centro Studi Malerba) ma, in effetti, era legato all’emigrazione
del Piemonte verso Terre lontane ed in esso era forte il senso del ricordo e dell’attaccamento a persone e luoghi.

Se ci sarà la seconda edizione di Festa delle Radici Svizzere nelle Langhe vi avvertiremo, non mancate!

Tommaso Lo Russo

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