Federcoopesca Veneto: “I 60 giorni di riposo biologico ci sembrano un periodo troppo lungo”

Federcoopesca Veneto: “I 60 giorni di riposo biologico ci sembrano un periodo troppo lungo”

Con la firma del decreto da parte del Ministro Romano si istituisce il fermo pesca biologico che passa da 45 a 60 giorni: una misura che non ha trovato
l’appoggio della Regione del Veneto, pur condividendo l’obiettivo di dare un maggiore respiro al fondale marino.

Un tema molto delicato sul quale si impegnano da tempo anche le associazioni che rappresentano le imprese ittiche locali, come Federcoopesca Veneto, realtà che associa 70 cooperative,
con oltre 1800 soci e un fatturato superiore agli 86 milioni di euro (dati al 31/03/2011). Il suo presidente, Enzo Fornaro, spiega: «Siamo assolutamente favorevoli a una pesca gestita in
modo responsabile e sostenibile».

Secondo Fornaro la misura andrebbe però rivalutata considerando con attenzione le specificità locali: «Riteniamo corretto il fermo pesca per permettere il ripopolamento
ittico secondo i ritmi naturali, ma i 60 giorni di riposo biologico suggeriti dalla Commissione Consultiva della Pesca ci sembrano un periodo troppo lungo, che non tiene conto delle
peculiarità del Distretto dell’Alto Adriatico e delle ripercussioni sulle nostre imprese e sui servizi correlati, già duramente provati.

Chiediamo quindi alla Regione del Veneto di concerto con il Friuli-Venezia Giulia e l’Emilia Romagna, di considerare una proposta alternativa, che tuteli il mare e al tempo stesso gli operatori
del settore pesca: riprendere le attività a partire dal 15 settembre e spalmare le restanti 8 giornate di fermo effettivo della pesca in un periodo di tempo maggiore, per esempio fino a
marzo».

Redazione Newsfood.com+WebTv

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