Federalismo fiscale: può essere l’occasione per rendere più efficienti i servizi sociali per gli anziani

Federalismo fiscale: può essere l’occasione per rendere più efficienti i servizi sociali per gli anziani

In occasione dell’11° Festa nazionale dei pensionati della Cia, si è tenuto anche un convegno sulle nuove normative. Il presidente Politi: occorre dare ampie e adeguate garanzie a
queste fasce deboli della società, in particolare alle persone non autosufficienti. E’ indispensabile una valida tutela per chi vive nelle zone rurali e di campagna.

L’Italia è il paese che invecchia di più al mondo, ma non sembra essere, almeno dai dati a disposizione, un paese per anziani. Oggi gli ultrasessantenni sono circa il 20 per cento
della popolazione ed entro 15 anni raggiungeranno il 25 per cento. Attualmente oltre l’80 per cento (in pratica 8 su 10) degli anziani chiede servizi sociali, sanitari e assistenziali pronti ed
efficienti. Per questa ragione bisogna evitare che la nuova legge sul federalismo fiscale abbia ricadute pesanti su questa categoria, creando squilibri evidenti tra le varie zone 
territoriali.

E’ quanto sostenuto durante il convegno, appunto sul tema del federalismo fiscale, che si è tenuto nell’ambito dell’11° Festa nazionale promossa a Torino, Stresa e Alba
dall’Associazione pensionati (Anp) della Cia-Confederazione italiana agricoltori. “Con l’accrescere dell’età – è stato evidenziato dal presidente della Cia Giuseppe Politi nel corso
del convegno – aumenta in maniera esponenziale il bisogno dei servizi e di assistenza. Un fenomeno questo che si accentua ancora di più nelle campagne e nelle zone rurali, dove proprio i
servizi sociali sono minori rispetto a quelli dei centri urbani. Gli anziani hanno bisogno di risposte chiare, di interventi mirati, di politiche realmente concrete. Occorrono certezze che,
purtroppo, non sono ancora venute. Anzi, si continua a ridurre la spesa sociale e i servizi”.

“Nei confronti degli anziani occorre elaborare e mettere in atto strategie politiche finalizzate a garantire servizi efficaci di assistenza socio-sanitaria. Serve – ha rimarcato Politi – un
intervento strutturale che dia ampie garanzie a queste fasce deboli della società, soprattutto nei territori rurali dove, purtroppo, in questi ultimi anni sono diminuite le strutture in
grado di venire incontro a chi oggi vive nella solitudine. Occorre, di conseguenza, un’azione nuova e realmente costruttiva. Bisogna dare risposte valide e in tempi brevi. Il federalismo fiscale,
dunque, non deve mettere a rischio quegli strumenti che gli anziani ritengono indispensabili per una vita dignitosa, ma contribuire a svilupparli e a renderli migliori”.

Festa che si è articolata per tre giorni e con domenica scorsa 13 settembre si è chiusa con una significativa manifestazione che si è tenuta ad Alba. “La legge sul
federalismo fiscale – ha avvertito il presidente dell’Anp-Cia Mario Pretolani – introduce alcuni principi innovativi che possono determinare, nella situazione di emergenza in essere, l’uscita
dalla crisi con uno stato rinnovato nelle sue articolazioni, oppure, un aggravamento delle condizioni economiche e sociali del Paese. Il risultato dipende da come le istituzioni locali, le
regioni e lo stato nazionale nelle sue articolazioni, governative e parlamentari, riescono a governare questo processo innovativo. Peraltro, il presupposto di questo provvedimento è quello
di spostare sul territorio, più vicino alla gente, il reperimento delle risorse per regioni ed enti locali, ed alleggerire la pressione fiscale nazionale”.

“Il nostro compito di associazione di rappresentanza dei pensionati è quello – ha rilevato Pretolani – di incalzare le istituzioni, a livello nazionale, regionale e comunale,
affinché il processo applicativo delle nuove regolamentazioni introduca una maggiore giustizia sociale attraverso un percorso redistributivo, interrotto purtroppo negli ultimi anni da una
politica che pensa alle categorie più deboli solo in forma caritatevole”.

“Il federalismo fiscale, a completamento della riforma del 2001, può essere – ha riaffermato il presidente dell’Anp-Cia – una occasione per ridisegnare un nuovo welfare delle
opportunità e delle responsabilità, a condizione che tutti i protagonisti riescano ad innescare un percorso di forte rinnovamento istituzionale e culturale del Paese. Il principio
che, tuttavia, ci deve guidare nel campo dei servizi sia sanitari che sociali, partendo dal dettato costituzionale, di garantire i diritti a tutti i cittadini, deve partire dalla presa in carico
del cittadino, il cittadino deve essere al centro dell’azione con la presa in carico da parte dei servizi. Va superata la troppo elevata autoreferanzialità dei servizi sociali o sanitari,
dove prevale l’interesse della struttura, il tecnicismo, rispetto al cittadino”.

La necessità di avere tempestivi servizi – è stato rilevato durante il convegno dei pensionati Cia – raggiunge picchi molto elevati (95 per cento) soprattutto tra gli anziani non
autosufficienti. D’altra parte, la tipologia di disabilità più diffusa è quella legata alle difficoltà di svolgimento delle attività quotidiane di cura della
propria persona (3 per cento della popolazione totale). Segue la disabilità nel movimento (2,2 per cento), il confinamento individuale a casa (2,1 per cento) e, infine, la
disabilità sensoriale (1 per cento): i ciechi parziali o totali sono 352 mila, 877 mila le persone con problemi dell’udito e 92 mila i sordomuti.

L’invecchiamento della popolazione – è stato sottolineato – contribuisce, infatti, ad una progressiva espansione del fenomeno della non autosufficienza. In pratica, è disabile un
italiano su cinque con 65 anni o più. E lo sono quasi la metà degli ottantenni. Non solo. Nel nostro Paese il numero degli ultrasessantenni è destinato ad aumentare dai 10
milioni attuali ad oltre 13 milioni nel 2015: uno ogni quattro abitanti. E ciò comporterà inevitabilmente una crescita delle persone anziane disabili. Da qui l’esigenza di validi
servizi sociali, dall’assistenza alla sanità. Durante la festa dei pensionati Cia sono stati organizzati mercati di prodotti tipici e di qualità delle aziende agricole
piemontesi.

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