Al ristorante arriva il piatto “bio” con la carta d’identità Direttamente dal campo alla tavola, con la garanzia di qualità e tipicità

Al ristorante arriva il piatto “bio” con la carta d’identità Direttamente dal campo alla tavola, con la garanzia di qualità e tipicità

Presentato al Sana di Bologna un nuovo progetto che nasce dalla collaudata collaborazione tra la Cia, la Confesercenti e l’Istituto Mediterraneo di Certificazione (IMC). Questa nuova iniziativa
s’inserisce nell’ambito del disciplinare “Conosci il tuo pasto”, con la quale si è dato vita al “Ristorante certificato”.
Il presidente Politi: è un esempio importante per costruire rapporti più stretti nella filiera agroalimentare. Al ristorante arriva il piatto “bio” con tanto di carta
d’identità che garantisce qualità, salubrità, tipicità e forte legame con il territorio.
Un piatto che è frutto del passaggio diretto tra agricoltore biologico e ristoratore. Un vero esempio di filiera corta che, oltre a garantire freschezza e “made in Italy”, consente una
spesa accessibile a tutte le tasche perchè vengono eliminati tanti passaggi e i loro onerosi costi.
Nasce così il progetto “Il Bio nel piatto: il biologico nel circuito breve produzione-ristorazione”, presentato oggi al Sana di Bologna (l Salone del Naturale) dal presidente della
Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi. Progetto che già si sta realizzando, in via sperimentale, in Liguria, Emilia Romagna, Marche Puglia e Calabria con la
collaborazione della Confesercenti e dell’Istituto Mediterraneo di Certificazione (IMC). Collaborazione che s’inserisce nella collaudata iniziativa “Conosci il tuo pasto”, con la quale si
è dato vita al “Ristorante certificato”. Alla conferenza stampa hanno anche partecipato il segretario della Fiepet-Confesercenti Tullio Galli e il presidente dell’IMC Remo Ciucciomei. Al
termine quattro giovani chef -di Ostebigio di Senigallia (Ancona), della Locanda Rio Chiaro di Treia (Macerata), di Biogusto di Roma e della Locanda del Gambero Rosso di Bagno di Romagna
(Forlì-Cesena)- hanno preparato alcuni “piatti bio certificati”, valorizzando in questo modo il lavoro del coltivatore e un disciplinare che fornisce le garanzie più ampie al
consumatore. Insomma, si tratta -come ha rilevato Politi nel corso della conferenza stampa- di un circuito corto e virtuoso che mette in linea diretta agricoltori, ristoranti e qualificati
certificatori.
L’agricoltore coltiva in qualità, il “ristoratore-cuoco” acquista e trasforma a regola d’arte e tutti i processi vengono minuziosamente analizzati e certificati, per portare in tavola una
pietanza che ha una carta d’identità certa. Quindi, generalità nel dettaglio e segni particolari. Il massimo della garanzia, dunque, per chi produce e soprattutto per chi consuma.

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