Fast food, insalate poco sane: troppo sale

Fast food, insalate poco sane: troppo sale

Da tempo, le catene di fast food hanno diversificato il menu. Insieme ai tradizionali panini e patatine fritte, i clienti possono così scegliere cibi come insalate di diversa
composizione.

Proprio la composizione è importante: a seconda delle opzioni, l’insalata può perdere la qualifica di cibo sano.

E’ quanto osservato dalla CEACCU (Confederación Española de Organizaciones de Amas de Casa, Consumidores y Usuarios), organizzazione dei consumatori spagnoli.

I suoi esperti hanno ordinato l’insalata (menu classico) nei locali di diverse catene: MacDonald’s, Buger King, Pizza Hut, Kentucky Fried Chicken, Pizza Movil, Pans&Company e Taco Bell.

Le analisi di laboratorio hanno detto come l’insalata con più sale è l’insalata Cesar di Kentucky: la meno salata, quella di Pans&Company. Riguardo poi McDonald’s, la sua
offerta è la più sana se si sceglie una varietà diversa da quella raccomandata.

Per gli esperti CEACCU, il segreto è negli ingredienti.

Come verdura (o frutta), l’insalata è sana. Il problema è nei pezzi di carne aggiunta, pollo o bovino, che offre il 100% del fabbisogno di sale giornaliero (5,3-5,6 grammi).
Così, la “colpa” di Kentucky è di inserire filetti ed hamburger che sono i cibi più salati dell’intera catena. Più in generale, l’insidia maggiore delle insalate sta
nei super-salati, come pietanze messicane e pizze.

Ulteriore ostacolo, la mancanza dell’obbligo per legge di diffuse informazioni nutrizionali. Tale pratica è seguita solo dal 25% dei locali, a volte in maniera non sufficientemente
chiara.

FONTE: “The salads ‘fast-food’, so little recommended as burgers or fries”, The Delta World, 23/10/011

“Las enSALadas en los “fast food”, una opción no tan sana”, ceaccu.org, 24/10alata

Matteo Clerici

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