Farmacie, arriva la culla termica per difendere i neonati

Farmacie, arriva la culla termica per difendere i neonati

Una serie di iniziative, per difendere la salute dei neonati ed aiutare le madri a fare la scelta migliore.

E’ quanto offre “La Farmacia un bene in Comune” progetto socio-sanitario presentato oggi a Roma e frutto della collaborazione tra Farmacap (Azienda Speciale Farmasociosanitaria Capitolina) e
dell’Assessorato delle Politiche Sociali del Comune di Roma).

Tale progetto sarà diviso in due grandi tronconi: la tutela dei bambini non riconosciuti ed il sostegno delle madri.

Il primo punto è stato spiegato dall’assessore delle Politiche Sociali, Sveva Belviso. La Belviso ha evidenziato come ogni hanno, nella Capitale vengono partoriti in ospedale 400 bambini
non riconosciuti; “Di questi questi 15 – 20 vengono partoriti non si sa dove e poi abbandonati per strada. Ecco perché la necessità di questa che è un’iniziativa
significativa e che va incontro all’idea dell’amministrazione di tutela e di difesa della vita. Questo è un progetto pilota e da settembre partirà una campagna informativa anche
in diverse lingue”.

Contro tale problema verrà così impiegata la culla termica, inizialmente installata presso la farmacia di Colle Prenestino e sarà operativa da ottobre. Tale struttura
permetterà alla madre di partorire in pieno anonimato ed in assoluta sicurezza e nel caso abbandonare il figlio senza mettere in pericolo la sua salute. Costo dell’installazione: 15.000
Euro.

Ma la culla termica verrà affiancata da una serie di misure di sostegno delle madri.

Spiega così il vicepresidente Farmacap, Marco Penna: “Le farmacie comunali offriranno alle future mamme informazioni e indicazioni sull’importanza dell’allattamento materno garantendo
inoltre, telefonicamente, l’opportunita’ di consultare gli psicologi dell’azienda che sapranno consigliare le donne in gravidanza alle prese con problematiche sociali e psicologiche e, in
generale, le famiglie in quella fase complessa che investe i primi anni di vita del bimbo”.

Matteo Clerici

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