Fai Conftrasporto: “Neanche per sogno interrompiamo il fermo”

“A seguito della gravissima criticità della circolazione sulla rete stradale e autostradale, che ha determinato la concreta possibilità che venga pregiudicata la distribuzione dei
beni essenziali in quanto volti a soddisfare i diritti fondamentali dei cittadini” [?] “il Ministro dei Trasporti ha emanato una ordinanza per limitare il fermo dell’autotrasporto alle ore
23:59 di oggi, 11 dicembre”.

Questo è il testo della nota con cui martedì sera il ministero dei trasporti diceva ‘basta’ alla mobilitazione degli autotrasportatori, dopo la richiesta di precettazione da parte
del garante sugli scioperi.
Il risultato si vede oggi, il giorno dopo: l’Italia è ancora nel caos.
Sì, perché i manifestanti non hanno alcuna intenzione di mettere fine alla protesta e l’intero Paese si trova a secco di benzina, mentre gli scaffali dei supermercati sono di ora
in ora più vuoti.
E, nonostante la convocazione del tavolo tra governo e sindacati per le 14.30, gli autotrasportatori della Fai hanno reso noto che il blocco andrà avanti: “Neanche per sogno
interrompiamo il fermo. Andremo all’incontro pronti a cercare soluzione ma le macchine continuano a stare ferme”, ha assicurato all’Ansa il presidente della Fai Conftrasporto, Paolo
Uggé.
Se da Palazzo Chigi c’è già chi parla di calo delle ostilità, il ministro Damiano si è detto d’accordo con Prodi (che ieri aveva espresso “riprovazione”),
poichè “il diritto di sciopero è intangibile, ma ci sono delle regole e vanno rispettate”. Gli ha fato eco il ministro delle politiche agricole, Paolo De Castro, che ha ribadito
che le proteste “non devono mettere in ginocchio l’economia e i cittadini”: “Ci troviamo sicuramente davanti a una situazione intollerabile”, ha affermato De Castro.

In effetti la situazione dell’Italia si fa ogni ora peggiore, dalle strade alla tavola.
Il presidente Faib Confesercenti, Martino Landi, ha spiegato che la situazione è “preoccupante” ed “insostenibile per la mobilità stradale e autostradale”: “Al momento tutti i
distributori della rete ordinaria sono a secco salvo rare eccezioni. In autostrada si rischia la paralisi”, ha sottolineato Landi, aggiungendo che “la categoria sta subendo perdite ingenti con
la chiusura forzata dei distributori e chiede un intervento urgente al governo perchè sia ripristinata la corretta circolazione dei veicoli”, anche in considerazione del fatto che, al
termine della protesta, “ci vorranno alcuni giorni per tornare alla normalità”.
Analogo è l’allarme lanciato da Federalimentare, che parla di un danno pari a 210 milioni di euro al giorno per le aziende del settore : “Le modalità con le quali si sta svolgendo
la protesta degli autotrasportatori – si legge in una nota – attraverso inammissibili intimidazioni e blocchi illegittimi, impediscono il regolare trasporto dei prodotti alimentari destinati ai
mercati e alle aziende di trasformazione”, provocando “l’arresto dell’attività dell’industria alimentare, secondo settore manifatturiero del Paese”.
Anche il presidente della Confederazione Italiana Agricoltori, Giuseppe Politi, ha lanciato un appello affinché sia riaperto il dialogo con gli autotrasportatori e il governo risolva la
situazione: “Altre 48 ore di blocco – ha spiegato Politi – e per il settore agricolo è il tracollo. Preoccupazione per il trasporto di animali vivi. Manca il gasolio per i lavori nei
campi e introvabili i mangimi per gli animali [?]Ormai sono incalcolabili i danni per l’intero settore agroalimentare: al momento la stima, per difetto, è di oltre un miliardo di euro.
Migliaia di imprese sono in ginocchio. Sono andati distrutti migliaia di litri di latte e tonnellate di frutta e di ortaggi. Chiesto lo stato di calamità per il settore”.
Da martedì pomeriggio sono fermi anche gli stabilimenti della Fiat e 22 mila operai sono “liberi” per mancanza di forniture.
Il Ministro Bianchi, intanto, ha precisato che chi infrange il divieto di blocchi rischia sanzioni fino a 500 euro al giorno (se si tratta di un singolo imprenditore) e fino a 25.000 euro al
giorno (se si tratta di un’associazione ), la sospensione dall’Albo, la reclusione fino a 4 anni e l’arresto facoltativo nel caso in cui si concretizzi il reato di violenza privata (ad esempio
impedendo l’accesso al casello dell’autostrada.

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