Extra Vergine Coricelli: Speciale OlioOfficina 2016
23 Gennaio 2016
Milano, venerdì 22 gennaio 2016
Fra tre anni ricorreranno ottant’anni di attività. Così, se i primi settant’anni la Pietro Coricelli di Spoleto, uno dei più importanti marchi italiani di olio, li ha festeggiato con l’acquisizione di un marchio storico come la Cirio, i preparativi per il compleanno del 2019 gli eredi di Pietro Coricelli sembra che abbiano incominciato adesso ad organizzarli, partendo dal nuovo look delle bottiglie che portano in tutto il mondo l’ottima tradizione olearia rappresentata da questa importante azienda che seleziona e commercializza olio dal 1939.
La Pietro Coricelli è uno dei marchi più distribuito a livello globale, visto che è presente in 140 Paesi e altri se ne stanno aggiungendo in questi ultimi mesi. Per cui “abbiamo avvertito la necessità di rinnovare completamente la comunicazione sia per sostenere un’immagine più moderna sia per rafforzare la visibilità e la capacità distintiva a scaffale”, – dice Chiara Coricelli- la giovane donna che dirige un’azienda che ha superato i 140 milioni di euro di fatturato ed è anche in costante crescita sia in Italia che all’estero.
Il motivo di questa crescita è semplice: “innovazione ma senza trascurare sia la tradizione sia alcuni valori come onestà, trasparenza, responsabilità sociale e ambientale a cui la mia famiglia crede molto, facendone le risorse fondamentali dell’azienda”, è sempre Chiara che parla.
A Milano, nel corso di Olio Officina, porgendoci il depliant della Coricelli, sottolinea il passaggio in cui si legge che “il forte attaccamento a questi valori e la convinzione che la reputazione d’impresa sia strettamente legata ai comportamenti che questa mette in atto, hanno portato a intraprendere volontariamente un percorso virtuoso nel governo delle proprie attività, partendo dalla formalizzazione di una politica ambientale in grado non solo di rispettare la legislazione vigente, ma anche e soprattutto di minimizzare l’impatto sul territorio e di definire precisi obiettivi di miglioramento delle prestazioni ambientali nel breve e medio termine.
La Pietro Coricelli già nel 2010 ha messo in atto un progetto che ha come obiettivo quello di misurare e verificare la carbon footprint del sito, cioè le emissioni totali di anidride carbonica generate durante il processo di creazione del prodotto. Le misure adottate permettono non solo l’intera filiera compensazione delle emissioni di CO2, ma garantiscono anche un disavanzo in termini di recupero delle emissioni stesse”.
E, quindi, era più che necessario rivedere l’abito delle bottiglie e di tutta “la nostra comunicazione anche per invogliare i consumatori a leggere le etichette – sottolinea la signora Coricelli -. Oltretutto investiamo molto in iniziative finalizzate ad educare i consumatori, a spiegare come si sceglie un buon olio, a consigliare come utilizzare il principe dei condimenti”. E’ un lavoro impegnativo, lungo e difficile anche perché i consumatori italiani sono convinti di conoscere tutto dell’olio. “Se questo fosse vero, devo dire che abbiamo raggiunto l’obiettivo e, come produttori ci dovremmo dedicarci solo a fare un ottimo olio.
Invece dobbiamo faticare ancora molto a spiegare qual è l’olio di qualità, convincere gli italiani a leggere un po’ di più visto che sulla nostra etichetta scriviamo tutto: è una vera e propria carta di identità”.
Un olio, quello di Coricelli, che per il 70% è destinato ai mercati del Nord America, dell’Europa del Nord e dei Paesi dell’Asia Orientale.
“Da poco abbiamo cominciato a spedire in Brasile e in Sud Africa, con ottimi riscontri da parte dei consumatori che, oltretutto, vogliono conoscere tutto dell’olio oltre a tempestarci di richieste di informazioni di come consumarlo con i loro alimenti”.
E, allora, è più facile educare i consumatori stranieri che gli italiani?
“Si” è la risposta di Chiara Coricelli che non nasconde la voglia di cercare qualcosa di diverso per convincere chi acquista il suo olio a leggere l’etichetta. Una etichetta caratterizzata da una grafica che sicuramente esalta il marchio e i valori di tradizione nell’arte olearia di questa famiglia umbra, ma, soprattutto è chiara nel raccontare l’oliva, partendo dall’indicazione dell’area di produzione e poi arrivare all’oro verde, alle caratteristiche fondamentali, alla conservazione e agli abbinamenti giusti di ogni olio Coricelli.
Michele Pizzillo
Inviato Speciale a OlioOfficina 2016
per Newsfood.com




