Export, Burzi (FI): «Piemonte a ritmo ridotto perde terreno sulle altre Regioni»

Torino – L’export piemontese cresce meno della media italiana, e la nostra Regione perde terreno sul piano dell’internazionalizzazione: «Un segnale d’allarme che la Giunta Bresso
non sembra aver colto, né pare avere intenzione di porre in atto qualche misura concreta per superare questa fase di stallo».

E’ questo il commento di Angelo Burzi ai dati diffusi dall’Istat, relativi all’export per il 2007 su base regionale. Il Piemonte, con una crescita sul 2006 del 5,9 %, presenta un dato inferiore
alla media nazionale pari all’8 %.

«Siamo al quart’ultimo posto in Italia come crescita dell’export – dice Burzi – che non è un risultato esaltante, in un anno in cui la congiuntura internazionale, soprattutto nel
primo semestre è stata ancora positiva. Ora che siamo in una fase di stagnazione, e speriamo non di recessione, temo che i prossimi risultati saranno ancora meno soddisfacenti. Ma non
vedo a nessun livello nell’attuale Giunta regionale, una consapevolezza circa i problemi che il sistema economico piemontese deve affrontare».

In Italia sono cresciuti meno del Piemonte soltanto il Molise (più 2,4 %), il Veneto (più 2,7 %) e la Puglia (più 3,5 %).
«Veneto a parte – continua Burzi – continuiamo a perdere terreno rispetto alle Regioni che ci precedono nella graduatoria delle aree con maggiore export, ovvero Lombardia ed Emilia
Romagna che continuano ad accrescere il loro distacco. Il Piemonte invece arretra: nel 2006 aveva il 10,5 % dell’export italiano, nel 2007 ha fatto segnare il 10,3 %, spostamenti decimali che
però segnalano una sempre maggiore difficoltà delle nostre imprese a stare al passo con il sistema».

L’Istat segnala che l’export piemontese è stato sostenuto soprattutto dai settori metalli, macchine e apparecchi meccanici, mezzi di trasporto, prodotti agro-alimentari, materie
plastiche. Continua invece la difficoltà nel comparto tessile e abbigliamento.
«Che sostegno ha offerto in questi ultimi tre anni la Giunta Bresso agli investimenti delle imprese? Le misure aperte sono state centellinate – conclude Burzi – i fondi distribuiti a
ritmo ridotto, come conferma l’ingente giacenza, attorno al mezzo miliardo di euro, presente nelle casse di Finpiemonte. Sono fondi regionali già stanziati ma non utilizzati a causa dei
ritardi della Regione».

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