Commercio con i Paesi UE, Bonino: «inizia a pesare il caro energia»

Roma – «Come per le esportazioni verso i Paesi extra-UE,a nche le esportazioni verso i Paesi della UE/27 fanno segnare una ulteriore crescita in gennaio 2008 (rispetto allo
stesso mese dell’anno precedente) evidenziando una significativa capacità di tenuta dell’Italia nel commercio internazionale».

E’ quanto afferma Emma Bonino, Ministro per il Commercio Internazionale e per le Politiche Europee, commentando i dati ISTAT diffusi oggi e relativi all’interscambio con i partners europei a
gennaio. «Ciò a dispetto del precipitare delle condizioni esterne: che vedono l’ Euro in forte e costante apprezzamento sui mercati valutari, il deterioramento della congiuntura
finanziaria a livello mondiale, i prezzi del petrolio e delle materie prime a livelli record».

Nel mese di gennaio 2008 le esportazioni italiane verso i Paesi UE sono infatti aumentate globalmente dell’8% con ottimi risultati verso alcuni tradizionali mercati della UE-15, ma soprattutto
dell’Est Europeo, che si conferma un importante motore di crescita (aumenti con tassi a due cifre,registrati in particolare verso Polonia, Repubblica Ceca, Romania).
Anche l’area dei Paesi UE del Mediterraneo (Francia, Spagna, Portogallo, Grecia, Cipro e Malta) si conferma come un potente bacino propulsivo del nostro commercio estero, con un saldo attivo
complessivo nel solo mese di gennaio di ben 2,2 miliardi di euro.

La tenuta delle esportazioni italiane – sorprendente nel sempre più difficile contesto internazionale – si deve almeno in parte al robusto portafoglio ordini acquisito da alcuni
comparti, in special modo da quello delle macchine e degli apparecchi meccanici, le cui esportazioni sono cresciute a gennaio dell’8,6% verso la UE (con un surplus di 2,3 miliardi) e dell’8,3%
complessivamente negli scambi col mondo ( 3,3 miliardi di surplus). Ma anche i settori tradizionali del «made in Italy» continuano a mostrare una buona vitalità, in
particolare i mobili, il cui export è aumentato del 22% a gennaio verso la UE-27 e del 17,9% in complesso (con un attivo di 475 milioni di euro verso il mondo).

«Le prospettive per il commercio estero italiano, pur evidenziando una performance dell’export nettamente migliore di quella della maggior parte degli altri Paesi europei, appaiono
comunque non facili per il prosieguo del 2008» – conclude il Ministro Bonino – «Innanzitutto perché comincia a fare sentire i suoi effetti il rincaro del petrolio e dei
materiali energetici: la crescita del prezzo del petrolio ha innescato un forte aumento del passivo per i minerali energetici, salito a gennaio 2008 già a 5,7 miliardi di euro (contro i
4,3 miliardi del gennaio 2007). In secondo luogo perché il surplus della bilancia commerciale al netto dei minerali energetici, ancora in crescita a gennaio 2008, potrebbe risentire
negativamente nei prossimi mesi del peggioramento della domanda mondiale e dell’apprezzamento dell’euro . In questa situazione è necessario che il Paese proceda a quelle riforme
strutturali necessarie per fare riprendere la dinamica dei consumi interni; non abbandoni il terreno della promozione commerciale e della internazionalizzazione delle imprese italiane; sostenga
con forza i nostri prodotti sui mercati internazionali. E’ tempo di allargarsi nel mondo non di erigere nuove barriere».

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