Commercio internazionale, presentato rapporto in Umbria

Perugia – L’Umbria mantiene la propria quota di export nel mercato internazionale nonostante i problemi di competitività del mercato nazionale, lo evidenzia il terzo
rapporto sul posizionamento dell’Umbria nel commercio internazionale nel periodo 1995 – 2006, elaborato dall’Area della programmazione della Regione Umbria e presentato stamani a Perugia
durante un seminario.

Erano presenti il coordinatore dell’Area della Programmazione della Regione Umbria, Lucio Caporizzi, il direttore regionale per lo Sviluppo economico e attività produttive, istruzione,
formazione e lavoro della Regione Umbria, Ciro Becchetti, Mirella Castrichini e Carlo Cipiciani dell’Area della Programmazione regionale, il docente di «Corporate Governance e strategie
d’impresa» dell’Università degli Studi di Perugia, Luca Ferrucci.

«L’incidenza dell’Umbria sull’export nazionale non evidenzia tra il 1995 e il 2006 sensibili cambiamenti, attestandosi intorno all’1 per cento – ha detto Lucio Caporizzi – In pratica la
quota umbra nell’export da anni non subisce variazioni, è trainata prevalentemente dal mercato mondiale e si caratterizza per la presenza di piccole e medie imprese. A proposito – ha
aggiunto – lo studio serve ad evidenziare meglio il fenomeno delle esportazioni in un periodo abbastanza lungo attraverso l’analisi dei mercati di riferimento, la composizione settoriale e la
scomposizione tra le due province».

«Le esportazioni regionali – hanno evidenziato Mirella Castrichini e Carlo Cipiciani, illustrando i dati – sono passate da 1.826 milioni di euro nel 1995 a 3.214 nel 2006, quindi il
profilo delle esportazioni regionali nel periodo 1995-2006 non si discosta molto da quello dell’Italia, pur restando al di sotto di quest’ultimo fino al 2003. Il periodo successivo (2004-2006)
registra un incremento delle esportazioni italiane ed umbre, ma l’aumento di quelle regionali è più forte».

Il rapporto evidenzia che il mercato principale per l’Umbria resta la Germania: nel 2006 ha accolto il 13 per cento dell’export regionale, anche se si evidenzia una riduzione della sua
incidenza (20,7 per cento nel 1996) sul totale delle esportazioni umbre.

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