Expo 2015: Cremona e Mantova chiedono garanzie

Cremona e Mantova chiedono garanzie precise sul loro ruolo all’interno dell’Expo. Richieste affidate ad una lettera che hanno sottoscritto i presidenti Torchio e Fontanili, questo pomeriggio, e
che hanno inviato al sindaco Moratti, al governatore Formigoni, al presidente dell’UPL Carioni, al loro omologo Penati e al presidente della Camera di Commercio di Milano Sangalli.

Si evidenzia lo «stupore e il vivo rammarico» per «l’impostazione del lavoro, delle azioni e degli investimenti da porre in essere in vista dell’evento
Expo 2015 da cui si evince la completa e immotivata esclusione delle Province di Cremona e Mantova». E non bastano le dichiarazioni alle agenzie del primo cittadino di Milano, che
parlano di un refuso, a rasserenare gli animi.

Chiediamo un incontro urgente, spiega Torchio, e poi «vogliamo che sia messo nero su bianco». Come dire: «verba volant e scripta manent» e
poi «pacta sunt serranda». Per Fontanili, invece, «una buona parola spesa non è un risultato». Le due province del sud Lombardia
rinsaldano la loro alleanza, con l’obiettivo dichiarato di ottenere, già dal documento di programmazione previsto per fine giugno, impegni concreti da parte del comitato
organizzatore.

Diversamente, se fossero escluse dai venti miliardi di euro di investimenti in programma, per le due province l’Expo, anziché una opportunità concreta, finirebbe con
il rappresentare, come ha ribadito il presidente della realtà virgiliana, «un colpo di grazia», perché amplierebbe la forbice con il nord
della regione in maniera pesante e difficile da recuperare.

Non mancano le ragioni di allarme. Nel loro testo Torchio e Fontanili parlano di «esclusione pesante e a tutto campo: nessun investimento infrastrutturale, esclusione dalla
ricettività alberghiera e dall’utilizzo di pacchetti turistici, mancata considerazione delle potenzialità economiche dei due territori tanto dal punto di vista
culturale, artistico, architettonico, ambientale quanto delle eccellenze nei comparti produttivi».

Se poi si considera come il tema dell’expo sia «nutrire il pianeta, energia per la vita», allora appare ancora più singolare aver messo nell’angolo il
cuore della food valley.

«I nostri territori – si afferma nella lettera – vantano eccellenze nella filiera agroalimentare: produciamo infatti a livello nazionale il 55% del Grana Padano, il 13% del
Parmigiano Reggiano, il 20% del latte, il 25% dei suini, con il 40% circa dei prosciutti, senza contare le colture ortofrutticole, quali il melone e il pomodoro da industria».

«Così come prospettata – afferma Torchio – l’Expo 2015 sarebbe un’esposizione sul food senza food, senza i primi acquirenti e produttori della filiera lattiero
casearia, dei distretti del pomodoro e del florovivaismo, della trasformazione e delle carni, dell’ortofrutta, del mondo della cooperazione, del secondo polo fieristico lombardo».
E, ancora, «Abbiamo eccellenze produttive in questi comparti, con particolare riferimento alla zootecnia e ai prodotti tipici, ma non solo: il fiume Po, valorizzato e fruibile dal
punto di vista turistico anche grazie al Consorzio «Po fiume di Lombardia», con interventi in divenire per milioni di euro a favore della navigazione, sicurezza
idraulica e turismo».

Ugualmente paiono difficili la comprendere, e condividere, le ragioni che hanno portato all’esclusione dei territorio dall’area considerata per la ricettività alberghiera compresa,
secondo l’impostazione di Promos, esclusivamente in zone raggiungibili in meno di novanta minuti di viaggio. Torchio parla dei confini della provincia di Cremona e snocciola i comuni che
distano meno di venti chilometri dalla Madonnina. «Basti pensare all’area cremasca – spiega – che confina con il milanese e alla stessa Cremona, grazie al collegamento
autostradale». E, con qualche investimento per il trasporto su gomma e su ferro la situazione potrebbe ulteriormente migliorare. Ma gli studi per l’Expo, ancora una volta sembrano
guardare altrove.

«Le ipotesi progettuali – recita il documento – prevedono una nuova pista e altri interventi all’aeroporto di Malpensa, il miglioramento della connessione ferroviaria sempre da e
per Malpensa, interventi per la Pedemontana, la Brebemi e la Tangenziale di Milano, oltre a numerose opere sul sistema del traffico nelle vicinanze delle Fiera di Rho-Pero».

Opere senza dubbio importanti e fondamentali, ma che penalizzano ancora di più il sud della Lombardia. “Così – afferma Fontanili – se altrove arriva la Tav, qui ci si
sposta ancora con le diligenze del far west».

Cosa intendono, i due presidenti, perché si realizzi il «cambio di rotta» per ora solo auspicato?

«Sul fronte infrastrutturale – scrivono i due presidenti – abbiamo dato il via al primo lotto del raddoppio della Paullese in direzione Milano, mentre vogliamo rendere operativa la
riqualificazione della tratta Crema-Cremona anche in funzione dell’Expo e siamo stati promotori della costruzione della prima autostrada regionale Cremona-Mantova che riteniamo debba essere
tutta completata entro il 2015. Già è in cantiere il raddoppio selettivo della linea Fs Cremona-Cavatigozzi per Codogno, Cremona-Olmeneta per Treviglio, con
l’eliminazione dei passaggi a livello e, in direzione Milano. Ci stiamo confrontando da anni con Fs per rendere raggiungibile il capoluogo lombardo in breve tempo attraverso il rafforzamento
della linea e il rinnovo del parco rotabile. Purtroppo dobbiamo constatare che sino ad ora i risultati non sono stati positivi, e soprattutto Mantova resta un’isola. Anni di lavoro potrebbero
finalmente trovare conclusione anche grazie agli investimenti per l’Expo da cui abbiamo appreso con amarezza di essere stati esclusi».

Torchio e Fontanili sanno di farsi portavoce delle aspettative di un territorio. E sanno che perché Cremona e Mantova siano protagoniste dell’Expo occorre vigilare. Lo faranno
già nei prossimi giorni, e in programma, almeno per Cremona, la riunione del tavolo dell’AQST, e all’inizio della settimana prossima quando si riunirà l’UPL e, dal sud
della Lombardia, si è chiesto di inserire questo punto all’ordine del giorno.

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