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Etichettatura dei prodotti agroalimentari

By Redazione

 

“Il Disegno di legge approvato oggi sancisce un patto forte fra produttori, trasformatori e consumatori che saranno chiamati a stabilire per quali prodotti dovrà essere
obbligatorio, e in che termini, indicare l’origine in etichetta”.
Il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia ha commentato così, a Palazzo Chigi, l’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del Disegno di
legge per il rafforzamento della competitività del settore agroalimentare che contiene, all’articolo 6, anche le nuove norme sull’etichettatura dei prodotti
agroalimentari.
“Stiamo lavorando sin dal giorno dell’insediamento – ha detto Zaia – per inaugurare una nuova stagione, nella quale la trasparenza delle informazioni a disposizione dei
cittadini sia, allo stesso tempo, un valore aggiunto ed una grande opportunità per le aziende ed un decisivo criterio di scelta di cosa acquistare da parte dei
consumatori”. 
“La nuova normativa sull’etichettatura dei prodotti agroalimentari avrà anche una funzione deterrente dei comportamenti commercialmente o legalmente scorretti a danno
dei consumatori. A questi ultimi – ha spiegato ancora il Ministro – intendiamo dare tutti gli strumenti necessari per orientarsi in un mercato difficile e avere così un
ruolo attivo di ‘giurato della qualità’ dei prodotti che intenderà acquistare”.
Indicazione obbligatoria del luogo di origine del prodotto e – se e’ trasformato- del luogo dell’ultima trasformazione sostanziale e dell’origine del prodotto principale; sanzioni fino a
10.000 euro per gli inadempienti e, come anticipato, una lista dei prodotti da tutelare, stilata insieme ai produttori, filiera per filiera. I punti salienti del Disegno di legge sono
questi. “La norma risponde perfettamente ai criteri di “tracciabilità che, dal 2002, sono le fondamenta solide di ogni normativa inerente la sicurezza alimentare. Sia
chiaro – ha spiegato Zaia – che non c’è alcuna volontà protezionistica, bensì una doverosa difesa dei prodotti di qualità
dell’agroalimentare italiano e dei consumatori , che non vanno mai indotti in errore”.
 
Il Disegno di legge punta a rilanciare il settore-agroalimentare, introducendo importanti novità soprattutto per quanto riguarda l’attività di contrasto delle
frodi.
L’articolo 2 del provvedimento, infatti, rafforza la tutela e la competitività dei prodotti a denominazione protetta, modificando la legge 11 aprile 1974, n. 138 ed
introducendo l’applicazione di sanzioni più severe.
Con l’articolo 1 si rinnova la norma relativa ai contratti di filiera e di distretto, rendendo questo strumento operativo per una più ampia platea di imprese, soprattutto
quelle non comprese nelle aree svantaggiate, già da tempo sostenute da questa importante misura. La norma ha già ottenuto il parere positivo della Conferenza Stato
Regioni.
L’articolo 3 riguarda misure di promozione della produzione di energia elettrica da biomassa agricola in impianti a produzione diffusa, cioè di piccola taglia.
“Si tratta – ha detto Zaia – della migliore soluzione per lo sviluppo delle aziende agricole e per un loro reale beneficio economico. La ridotta dimensione degli impianti garantisce
inoltre, in perfetta sintonia con l’idea di filiera corta che sosteniamo e promuoviamo con convinzione, che l’approvvigionamento sarà prevalentemente circoscritto al
mercato locale”.
L’articolo 4 stabilisce come procedere per la definizione dei criteri e delle buone pratiche di gestione forestale.
Una norma necessaria ed urgente per poter attivare le misure destinate al settore e contenute nei programmi di Sviluppo rurale previsti dall’Unione Europea.
L’articolo 5 potenzia le attività di controllo previste dalla normativa comunitaria mediante “l‘impiego del personale ministeriale nei controlli comunitari
agricoli”. Consente cioè ad AGEA e AGECONTROL spa, di avvalersi, oltre che dell’Ispettorato Centrale per il Controllo della Qualità dei prodotti agroalimentari,
anche del personale del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, sulla base di una apposita convenzione approvata dal Ministro delle politiche agricole e
forestali.
L’articolo 7 ha lo scopo “pur mantenendo un adeguato regime sanzionatorio, di eliminare la rilevanza penale ad infrazioni per le quali è di norma da escludere il fatto
intenzionale e che non comportano rischi per la salute sia umana che animale”. Le sanzioni restano invece molto elevate in caso di comportamenti fraudolenti.
Il provvedimento, passato in prima lettura e senza obiezioni alla Commissione europea e alla Conferenza Stato Regioni, che lo ha approvato all’unanimità, approderà ora in
Parlamento, per l’esame finale.

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