Alimentazione: etichette chiare, trasparenza sugli Ogm, un’Agenzia europea della qualità

 

Rendere evidente in etichetta se i prodotti animali, quali le uova, il latte e la stessa carne, provengano da animali nutriti con prodotti Ogm; creare un’Agenzia europea
della qualità, distinta, ma interagente, con l’attuale Agenzia per la sicurezza alimentare di Parma, con compiti specifici nella valorizzazione e nella tutela della
qualità, così come viene inteso nei paesi mediterranei. Sono questi alcuni degli aspetti qualificanti del rapporto sulla valorizzazione della qualità dei prodotti
alimentari europei approvato ieri dalla Commissione Agricoltura del Parlamento europeo che recepisce le proposte presentate dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori, coerenti con
la posizione espressa nei confronti del “Libro Verde” Ue.

La Cia sottolinea che il rapporto approvato dalla Commissione del Parlamento di Strasburgo, che nelle prossime settimane sarà sottoposto all’esame dell’Assemblea
plenaria, si muove lungo direttrici ben precise che vanno dalla semplificazione delle norme di commercializzazione all’informazione chiara verso i consumatori, in particolare
attraverso l’etichettatura d’origine e ad una migliore protezione dei prodotti europei di qualità sul piano internazionale.

In pratica, proprio in risposta al recente “Libro Verde” sulla qualità dei prodotti agricoli, il rapporto del Parlamento europeo, proposto dalla deputata rumena Maria
Petre (Ppe), avanza una serie di misure concrete in vista del documento strategico che la Commissione europea intende preparare per il prossimo maggio.

In particolare, nel rapporto si sottolinea l’esigenza -avverte la Cia- di indicare in etichetta il paese d’origine dei prodotti primari e, nei casi di prodotti trasformati,
l’origine dei principali ingredienti e del luogo della loro ultima trasformazione. Una tale etichettatura dovrebbe essere valida sia per i prodotti europei che per quelli
importati dai paesi terzi.

Gli europarlamentari -sostiene la Cia- ritengono anche importante incoraggiare maggiormente alcune indicazioni oggi facoltative, come, ad esempio, “di fattoria”,
“allevato all’aperto”; mentre si dovrebbero intensificare le attività di informazione e di promozione dei prodotti e delle norme di qualità
dell’Ue.

Non solo. il rapporto invita la Commissione europea a presentare una proposta di legislazione che miri ad imporre l’etichettatura del latte, della carne e delle uova derivanti da
animali nutriti con degli Ogm.

Viene espressa, inoltre, l’esigenza -sottolinea la Cia.- di una semplificazione delle norme di commercializzazione, in modo da superare la complessità dell’attuale
sistema europeo. Una semplificazione che deve riguardare soprattutto le procedure di registrazione e dei termini d’ottenimento delle indicazioni geografiche, come le Dop e le Igp.

Comunque, per meglio proteggere queste indicazioni sul piano nazionale e internazionale, gli eurodeputati chiedono un’armonizzazione delle regole degli Stati membri,
l’instaurazione di controlli rigorosi e di pesanti sanzioni per scoraggiare l’uso non autorizzato di questi marchi e un’intensificazione degli sforzi della Commissione
Ue nel quadro dei negoziati all’interno della Wto.

In tale contesto, va nella direzione giusta la proposta -rileva la Cia- della creazione di un registro multilaterale delle indicazioni protette, mentre i prodotti esportati
“esposti al rischio di usurpazione” dovrebbero poter beneficiare di una protezione internazionale.

Secondo la Cia, è estremamente positiva anche la proposta per la creazione di un’ Agenzia europea della qualità che collabori strettamente con
l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) di Parma e con i servizi della Commissione Ue.

Bene, infine, anche l’invito del Parlamento europeo -conclude la Cia- per norme armonizzate relative ai limiti massimali di segnalazione dei pesticidi vietati nei prodotti
biologici.

 

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