Ero terribilmente di destra, diventai terribilmente di sinistra adesso ho mandato a cagare sia l’uno che l’altra

Ero terribilmente di destra, diventai terribilmente di sinistra adesso ho mandato a cagare sia l’uno che l’altra

Mi dispiace ero terribilmente di destra, diventai terribilmente di sinistra adesso ho mandato a cagare sia l’uno che l’altra

Ci sono anche altri che dichiarano di essere stati di sinistra, passati alla destra ed ora preferiscono spegnere la TV.
Chiudiamo un anno decisamente negativo ed il 2011 potrebbe forse essere migliore ma il problema è: quale futuro per i giovani? Quali certezze?

Il titolo dell’articolo è il commento di Luigi all’articolo pubblicato oggi su Newsfood.com.
E’ un messaggio aperto, per nulla subliminale, rivolto ai nostri governanti ed a tutti i politici che, da servitori del popolo, ne sono diventati il padrone.
Gli elettori oggi sono come due oche che si azzuffano per votare il loro carnefice. La prima decanta le qualità del contadino, la seconda urla a squarciagola per far capire alla prima che
è molto meglio votare il macellaio: il contadino tirerà loro il collo, il macellaio invece glielo taglierà.

Anch’io tanto tempo fa avevo delle convinzioni politiche ben precise. Ed anche nello sport. Tenevo per la Juve fin da bambino ma ad un certo punto mi sono sentito tradito quando i giocatori,
simboli delle squadre, hanno cominciato a cambiare maglia spudoratamente. La squadra del cuore è diventata la squadra dei soldi alla faccia dei tifosi.

Ecco l’articolo che associa la  politica alla configurazione del nostro cervello:
Alcune ricerche esplorano il legame tra biologia e politica
Voti destra o sinistra? In ogni caso, decide il cervello
Nei votanti di destra è più sviluppata l’amigdala, in quelli di sinistra domina invece il cingolato
© NEWSFOOD.com – 30/12/2010

ll voto potrebbe non essere totalmente libero.
Le simpatie politiche, di destra o di sinistra potrebbero essere decise dalla struttura del cervello.
Le predominanza di una sezione sull’altra potrebbe verso i liberali o verso i conservatori, a prescindere dalle esperienze successive.
Questa l’ipotesi presa in considerazione da alcune ricerche scientifiche.
Ad esempio, una ricerca dell’University College London (sezione Istituto di Neuroscienze Cognitive) diretta dal professor Geraint Ress.

La squadra UCL ha coinvolto 90 studenti e due membri del Parlamento Europeo, tutti sottoposti ad analisi del cervello. La procedura ha concluso come il cervello presentasse due diverse strutture,
legate alla forma politica.
I soggetti di destra mostravano un maggiore sviluppo dell’amigdala, la parte del cervello che disciplina emozioni e paura. Al contrario la loro corteccia cingolata, sezione deputata al coraggio
ed al cogliere il positivo della vita, aveva dimensioni inferiori.
Situazioni contraria per i soggetti di sinistra.

Ammette Ress: “Siamo stati tutti molto sorpresi dallo scoprire che c’era un’area del cervello con cui prevedere una posizione politica. È molto sorprendente perché suggerisce che
c’è qualcosa di un atteggiamento politico che è codificato nella nostra struttura del cervello attraverso l’esperienza o che c’è qualcosa nella nostra struttura cerebrale che
determina o si traduce in un atteggiamento politico”.
In ogni caso, precisa il capo-ricercatore, i dati raccolti saranno sottoposti a revisione.

Oppure, una ricerca condotta dall’università di New York, diretta dal professor David Amodio e pubblicata su “Nature Neuroscience”.
Gli scienziati hanno selezionato un gruppo di volontari, alcuni con simpatie di destra, altri con simpatie di sinistra. Tutti i soggetti sono stati sottoposti a test logico-cognitivi basati sul
riconoscimento veloce di cambiamenti inaspettati; nel mentre, il loro cervello veniva monitorato.
Si è così evidenziato come il soggetto di chi tendeva a sinistra fosse più attivo e per questo maggiormente capace di reagire all’inaspettato
Questo perché, spiegano gli studiosi, la loro corteccia cingolata anteriore si mostrava più attiva e produttiva.
Conclude cosi il professor Amodio: “Questi risultati suggeriscono che le tendenze politiche potrebbero essere legate a differenze fondamentali nel modo in cui ciascuna persona elabora le
informazioni a livello cerebrale e regola i propri comportamenti”.
 

Nonno Biagio
Newsfood.com

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