Ercole Olivario: Alla ricerca dei migliori oli extra vergine di oliva della campagna 2010/2011
25 Marzo 2011
Roma – Gira a pieno ritmo la macchina della Camera di Commercio di Perugia per l’Ercole Olivario. A Perugia
continuano fino a Venerdì le sedute di assaggio per scegliere tra i 92 finalisti su 355 aziende partecipanti in questa edizione i migliori oli extra
vergine di oliva della campagna 2010/2011.
La giuria nazionale è costituita da 16 degustatori, in rappresentanza delle regioni a maggiore vocazione olivicola, scelti tra i soggetti muniti dei requisiti per essere iscritti
nell’elenco di tecnici ed esperti degli oli di oliva vergini ed extravergini. In linea con uno dei principali obiettivi della manifestazione, all’interno della giuria sono assicurati meccanismi
di rotazione fra i degustatori provenienti da ciascuna regione olivicola.
I campioni di olio extra vergine sono rigorosamente resi anonimi da un notaio prima dell’inizio dei lavori e sottoposti al giudizio del panel di assaggiatori negli appositi bicchieri ambrati.
L’Italia dell’olio è sempre più la patria dei mille colori dell’extra vergine. Dai dati dell’osservatorio economico di Unaprol emerge che
la produzione media per ettaro di oliveto si aggira intorno ai 30 quintali, con una produzione media per albero di 16 Kg.
La varietà con maggiore consistenza in Italia è la Coratina, che in Puglia occupa una superficie di 90.000 Ha, pari all’8% del totale nazionale. Le 10 varietà a maggiore
diffusione nel Paese (Coratina, Ogliarola salentina e barese, Cellina di Nardò, Carolea, Frantoio, Leccino, Moraiolo, Bosana e Cima di Mola ) occupano una superficie di 475.000 Ha, pari
al 42,0% circa del totale.
Le 24 varietà principali in Italia (per analogia con quelle ritenute tali in Spagna), occupano una superficie di 655.000 Ha, pari al 58,0% circa del totale nazionale. Altre 100
varietà circa hanno un grado di diffusione compreso tra 1.000 e 10.000 Ha. Molte altre hanno un interesse solo locale, limitato ad una diffusione inferiore ai 1.000 Ha, anche se alcune
di queste hanno assunto grande notorietà per le caratteristiche delle drupe destinate al consumo diretto o per la qualità dell’olio. Questa composizione varietale non ha pari in
nessun altro Paese olivicolo dove le condizioni ambientali molto più omogenee di quelle nazionali hanno limitato la ricerca di varietà a diverso grado di compatibilità.
Redazione Newsfood.com+WebTv





