Emilia Romagna: “Il latte ‘alla spina’ da filiera corta è ottimo, ma è buona norma pastorizzarlo o bollirlo”

Bologna: “E’ buona norma dare una ‘scottata’ al latte acquistato nei distributori che numerosi allevatori hanno predisposto non solo nel territorio
emiliano romagnolo, ma ormai in tutta Italia dove se ne contano più di 2000. Il latte erogato dalla ‘spina’ dai produttori che fanno vendita diretta è di
ottima qualità, anche dal punto di vista sanitario, perché soggetto a ripetuti controlli da parte delle Ausl, ma il latte appena munto necessita di essere pastorizzato in
casa, una prassi codificata da tempo: è l’abitudine di acquistare prodotti sterilizzati o pastorizzati che ha fatto dimenticare le normali norme igieniche di chi si serve,
con vantaggi economici, dai distributori, ovvero il contenitore deve essere pulito e il latte crudo deve essere portato ad ebollizione, o almeno ad una temperatura di 70 – 80
gradi per non correre più nessun rischio”.

La precisazione è della Cia Emiliano Romagnola a seguito di alcuni casi di malessere dovuti alla presenza di E.coli, un batterio che può essere presente nel latte crudo.
“Come per tutti gli alimenti freschi, inoltre – ricorda la Cia – il latte va conservato nelle condizioni ottimali e la durata nel frigorifero è limitata”.

“Non avrebbe alcun senso interrompere la distribuzione del latte – commenta Nazario Battelli, presidente della Cia Emilia Romagna – perché è un servizio
che i consumatori apprezzano in quanto il latte oltre ad essere buono la filiera corta consente un notevole risparmio alle famiglie. Semmai – ribadisce – è giusto
dare una corretta informazione agli estimatori del latte alla spina con indicazioni da apporre nelle colonnine. Avvertenze che devono riguardare l’igiene del contenitore che si
porta da casa (quello fornito dalla macchina è sterilizzato) e naturalmente il suggerimento di portarlo ad una temperatura di 80 gradi o ancora meglio di bollirlo”.

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