Edoardo Raspelli cronista del gusto da 50 anni… senza peli sulla lingua
6 Ottobre 2025
Nel 1975 Edoardo Raspelli inventava la critica gastronomica italiana con la sua “Pagina dei Ristoranti” sul Corriere d’Informazione.
Mezzo secolo di storie, querele, minacce e successi per Edoardo Raspelli, il “cronista del gusto”.
Newsfood.com, 6 ottobre 2025
50 ANNI FA NASCEVA LA CRITICA GASTRONOMICA IN ITALIA
Edoardo Raspelli: il giornalista che ha insegnato agli italiani a “mangiare con la penna”
Nel 1975 inventava la critica gastronomica italiana con la sua “Pagina dei Ristoranti” sul Corriere d’Informazione. Mezzo secolo di storie, querele, minacce e successi per Edoardo Raspelli, il “cronista del gusto”.
Il 10 ottobre 1975: una data che ha cambiato la storia del giornalismo del gusto in Italia
Era il 10 ottobre 1975 quando, su ordine del direttore Cesare Lanza, nasceva sul Corriere d’Informazione — l’edizione pomeridiana del Corriere della Sera — la celebre Pagina dei Ristoranti. A firmarla era un giovane cronista di nera, Edoardo Raspelli, che da quel momento avrebbe trasformato per sempre il modo di raccontare la tavola e il cibo in Italia. Pochi mesi dopo, il 13 febbraio 1976, appariva il primo “Faccino Nero”, assegnato al peggior ristorante della settimana. Una rivoluzione: fino ad allora, nessuno aveva mai osato dare giudizi negativi ai locali italiani.
Dal sangue alla salsa: un cronista di nera al tavolo del gusto
Fino a quel momento, Raspelli si era distinto nei duri anni di piombo occupandosi di cronaca nera: dall’omicidio di Simonetta Ferrero al caso Calabresi, fino alle tragiche vicende di Cristina Mazzotti, Carlo Saronio, Sergio Ramelli, Fausto e Iaio. Poi, un ordine perentorio del direttore: “Da oggi, Raspelli, vai al ristorante, mangi, paghi – poi ti rimborsiamo noi – e scrivi. Ma voglio anche i ristoranti cattivi.” Così, con un taccuino in tasca e la curiosità di un cronista, Edoardo Raspelli inventò la critica gastronomica.
Le regole del gioco: forchettine, stellette e faccine
La formula era semplice ma geniale: 1-3 forchettine per l’ambiente, 1-3 stellette per la cucina, e una faccina sorridente per i locali più accoglienti. Da settimanale, la pagina divenne quasi quotidiana e fece raddoppiare le vendite del giornale. Per la prima volta il lettore trovava giudizi schietti, onesti, firmati da un giornalista che “mangiava davvero”.
Un mestiere (ma fatto con passione) tra querele, minacce e grandi scoperte
Con il successo arrivarono anche le prime conseguenze: querele (tutte vinte), telefonate anonime, corone funebri sotto casa e persino una condanna a morte da parte del boss Francis Turatello, proprietario del ristorante “La Vecchia Milano”, colpito da un famigerato “Faccino Nero”. Ma la penna di Raspelli non si è mai fermata: dal Corriere della Sera al Gambero Rosso, dall’Espresso a La Stampa, da Repubblica fino alle trasmissioni su RAI e Mediaset, ha raccontato centinaia di locali, cuochi e territori, contribuendo a costruire la cultura gastronomica italiana moderna.
Il riconoscimento di un pioniere
Primo in Italia e terzo nel mondo (dopo i francesi Gault e Millau), Edoardo Raspelli ha dato dignità giornalistica al cibo, anticipando di decenni la “food mania” contemporanea. Ha celebrato i grandi maestri come Massimo Spigaroli, ma non ha mai esitato a stroncare persino Ferran Adrià, titolando ironicamente “22 piatti di delusione”. In 50 anni di carriera, Raspelli è diventato un marchio di credibilità e libertà di giudizio.
Curiosità e aneddoti “alla Raspelli”
Il ristorante del boss: il famigerato “La Vecchia Milano” era gestito da Francis Turatello, capo della malavita milanese. Dopo un “Faccino Nero”, Raspelli ricevette minacce di morte ma continuò a scrivere.
Il primo rimborso: il primo scontrino “rimborsato” dalla redazione fu di 8.000 lire per un pranzo in trattoria, conservato ancora oggi tra i suoi ricordi.
La telefonata anonima: una voce roca gli sussurrò “Ti ammazziamo, ma prima vogliamo sapere chi ti fa le foto”.
Da cronista a cameriere: per la Domenica del Corriere si finse cameriere in Riviera per raccontare dall’interno il mondo dei ristoranti estivi.
Il suo motto: “Non sono un gourmet, sono un cronista che scrive di cibo. E la verità, anche a tavola, non va mai addolcita.”
Galleria e documenti d’archivio:
• RASPELLI – 50 ANNI DI CRITICA GASTRONOMICA:
• RASPELLI – FOTO TOP
BIOGRAFIA di EDOARDO RASPELLI
Il cronista del gusto Edoardo Raspelli nasce a Milano il 19 giugno 1949. Dopo aver cominciato a scrivere, in seconda liceo classico, sul Corriere della Sera diretto da Giovanni Spadolini, da lui assunto nel 1971 al Corriere d’Informazione (l’ edizione pomeridiana), diventa giornalista professionista nel 1973. All’ inizio Edoardo Raspelli si occupa prevalentemente di cronaca, seguendo gli avvenimenti più importanti degli Anni di Piombo di Milano: accanto a lui, al secondo piano di via Solferino 28, ci sono Walter Tobagi, Vittorio Feltri, Ferruccio De Bortoli, Massimo Donelli, Gigi Moncalvo, Gian Antonio Stella, Paolo Mereghetti, Gianni Mura, Francesco Cevasco.
Si specializza poi in gastronomia e difesa del consumatore … (leggi tutto)
Vedi anche: Edoardo Raspelli e Newsfood.com (clicca qui)
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