Ecco la risposta del Comitato per la Valorizzazione dei Pizzoccheri della Valtellina al Pastificio Annoni

Ecco la risposta del Comitato per la Valorizzazione dei Pizzoccheri della Valtellina al Pastificio Annoni

E’ arrivata la risposta dei valtellinesi e puntualmente la pubblichiano.
La palla ora passa a Fara d’Adda, al Pastifio Annoni.

Inizio messaggio inoltrato:
Da:   xxxxxxxxxx@valtellina.it
Data: 03 dicembre 2010 19:02:38 GMT+01:00
 
Oggetto: I Pizzoccheri devono restare in Valtellina!

Ecco la nota del Comitato dei Pizzoccheri.

Cordialmente
Emanuela Zecca

“Diamo alla Valtellina ciò che è della Valtellina: i Pizzoccheri sono originari della Valtellina e qui devono rimanere”. Poche, chiare parole dal Comitato per la Valorizzazione dei
Pizzoccheri della Valtellina, costituito nel  2002 dai produttori storici, per ribadire ciò che è scritto nella storia, nei menu di tutti i ristoranti della provincia di
Sondrio come nel programma di ogni sagra paesana, e che non si ritrova, invece, nella zona di Fara Gera d’Adda, nella Bergamasca, sede del Pastificio Annoni che, da anni, si oppone al
riconoscimento dell’IGP ai Pizzoccheri della Valtellina, in virtù di una produzione industriale che non ha legami con la storia né con il territorio, presupposti irrinunciabili
dell’IGP.

In provincia di Sondrio ci sono sei pastai, che producono ogni anno oltre 1800 quintali di Pizzoccheri, e numerosissimi piccoli produttori artigianali specializzati nel prodotto fresco. Un
patrimonio di cultura e di tradizione, attestato da decine e decine di documenti storici, plichi e plichi di carte rigorosamente catalogate nel dossier per la richiesta dell’IGP inviato nel 2003
al ministero delle Politiche Agricole e Forestali, che individuano la Valtellina quale centro della coltivazione del grano saraceno e quale patria indiscussa dei Pizzoccheri che, non a caso, sono
conosciuti e riconosciuti ovunque come “piatto tipico della provincia di Sondrio”. Turisti e appassionati del buon mangiare vengono appositamente in Valtellina per gustare i tipici Pizzoccheri:
sono loro i primi, autorevoli testimoni della tipicità di un piatto che da sempre è associato alla provincia di Sondrio e mai alla zona di Fara Gera d’Adda, sede del Pastificio
Annoni.

Gli Annoni, produttori di Pizzoccheri, rivendicano la presenza del grano saraceno in una zona, la Bergamasca, che nessun documento storico individua quale area di produzione, nel tentativo di
scippare alla Valtellina e ai Valtellinesi i Pizzoccheri. Di fronte a un’opposizione irrituale, che non ha mai trovato una sua ufficializzazione, il Ministero sin dal 2005 aveva chiesto alle
parti di giungere ad un accordo paventando un allargamento d’ufficio dell’area di produzione. Da allora sono trascorsi cinque anni: gli incontri tra il Comitato valtellinese e il Pastificio
Annoni si sono rivelati infruttuosi e il Ministero non ha dato corso all’allargamento, segno evidente dell’assenza dei necessari presupposti. L’areale di produzione non è stato esteso alla
Bergamasca semplicemente perché i documenti storici prodotti dall’Annoni non dimostrano la presenza dei Pizzoccheri.

Il Comitato per la Valorizzazione dei Pizzoccheri della Valtellina, da parte sua, ha sempre ribadito la volontà di completare l’iter procedurale per l’IGP con l’indizione della Pubblica
Audizione, da ultimo nell’ottobre scorso con una lettera al Ministero. In quella sede ufficiale, il Pastificio Annoni potrà dichiarare formalmente la sua posizione e mostrare quella
documentazione che storici valtellinesi hanno giudicato inattendibile. Un confronto diretto e pubblico, non una conferenza stampa riservata ai giornalisti come quella convocata una decina di
giorni fa dagli Annoni, nel rispetto della procedura per l’ottenimento dell’IGP.

Ad oggi, dunque, l’iter risulta bloccato dall’opposizione del Pastificio Annoni e non certamente dal Comitato valtellinese che chiede sempre e soltanto che i Pizzoccheri vengano riconosciuti come
valtellinesi dal marchio IGP, formalizzando ciò che è scritto nella storia e nella tradizione: nei testi antichi come nei manuali di cucina. Qualcuno ha dei dubbi sull’esclusiva
origine valtellinese dei pizzoccheri? Qualche esperto enogastronomo crede davvero che siano tipici della Bergamasca? La Valtellina chiede soltanto che ciò che è suo rimanga suo:
l’orgoglio di un territorio contro gli interessi economici di un’industria che produce i Pizzoccheri della Valtellina a quasi tre ore d’auto da Teglio, culla dei Pizzoccheri valtellinesi e sede
dell’Accademia del Pizzocchero.

Giuseppe Danielli
Newsfood.com

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