E’ vero o no che esiste una cura efficace contro l’AIDS?

E’ vero o no che esiste una cura efficace contro l’AIDS?

Ogni giorno ci arrivano tante segnalazioni e non sempre è facile scegliere  e capire quali potrebbero essere delle “bufale”.
In questo caso, benchè con tutte le riserve del caso, ci sentiamo di pubblicare quanto descritto con l’intenzione di approfondire l’argomento. Se corrispondesse al vero, molte sarebbero
le domande che ognuno di noi dovrebbe porsi, e sicuramente anche il Ministero della Salute sarebbe chiamato in causa.

Ecco ciò che ci viene segnalato da un certo Franco Rossi:

www.newsfood.com/q/476d0035/aids-12-leggende-metropolitane-su-tossicodipendenti-e-malattia/

79.44.142.107 visonetto@xxxxxx 2010-07-22 14:16:04
Franco Rossi
Vi è un’altra interessantissima leggenda metropolitana che corre sul filo in questi giorni …
Solo la pazienza di leggerla.. io la ho trovata un po’ dappertutto ma nella sua interezza su facebook.
IL VATICANO HA UNA CURA PER L’AIDS?
Mi sono imbattuto nel seguente articolo che sta impazzando per il net.
 
AIDS: un polesano scopre la cura. L’incredibile storia del medico dell’Ulss 19: ha debellato il flagello del Terzo Millennio. Il suo vaccino ha già salvato milioni di vite. Lo Stato non lo
ha voluto, il Vaticano si.
ARTICOLO DI Lorenzo Zoli, tratto dalla “VOCE DI ROVIGO” di Mercoledì 10/06/09
ADRIA(RO) – Ha scoperto un vaccino per l’Aids, ma lo Stato italiano non lo ha mai voluto, non gli ha mai creduto. Alla fine, ha regalato – e sottolineiamo regalato- la propria scoperta alla Santa
Sede che, avviando una terapia in numerosi paesi africani, ha già salvato qualcosa come 5 milioni di vite. Nonostante questo, Paolo Trevisanato, veneziano di origine, residente a Padova e
medico fiscale dell’Ulss 19 di Adria, continua a tirare avanti con i suoi 1500 euro al mese, frutto di un contratto annuale che l’azienda sanitaria gli rinnova puntualmente.
“Mio marito è un angelo, un cavaliere d’altri tempi una persona nobile, dice la moglie, per spiegare come sia possibile che colui il quale ha risolto il problema della peste del Terzo
millenio, medico specializzato in ematologia e laboratorio e ricerca, faccia vita da precario. E per quanto riguarda me, la mia soddisfazione è pensare a tutte le persone, circa 5 milioni,
che sono ancora vive grazie a lui”.
La sorte di Paolo Trevisanato è strana: la sua scoperta non stata passata sotto silenzio, o quasi. I dati, cioè, sono documentati con tanto di dichiarazioni ufficiali ma sempre
relegati nei maggiori quotidiani, in trafiletti, piccoli box, notizie brevi. Come se avere debellato l’Aids, non fosse poi tutta questa notizia. Meglio il gossip, insomma. Il messaggero di
lunedì 11 luglio 2005 titola una notizia breve Santa Sede Patrocina vaccino anti Aids dr. Trevisanato: “La scorsa settimana recita l’articolo, l’Osservatore romano ha dato notizia d’una
sperimentazione in corso in Africa nel 2004 e ora in Asia, di un vaccino anti Aids, dai felici risultati. Lo studioso che l’ha messo a punto è il dott. Paolo Trevisanato, un medico
veneziano molto stimato a livello scientifico anche per altre ricerche specialistiche sul diabete”. Mille battute in tutto. Allucinante, nei proprio significati, quanto riporta il Corriere della
sera di lunedì 5 febbraio 2007, sempre in una notizie di taglio basso: “Ancora una volta il Santo Padre ha richiamato lo Stato nella persona del ministro alla Sanità esprimendo la
sua solidarietà agli ammalati di Aids italiani che non usufruiscono di alcun vaccino per combattere la loro malattia. La Chiesa ha ricordato di avere fatto suo, dopo le dovute
sperimentazioni, il vaccino del dottor Paolo Trevisanato, un ricercatore che ha sottoposto alla Chiesa, dopo inutili proposte a ben cinque ministri della Repubblica, l’esito della sua scoperta
(…) Il vaccino, efficace in ogni fase della malattia, dalla sieropositività all’Aids conclamato, viene già sperimentato da sei anni”.
Leggiamo, leggiamo ma qualcosa ancora non ci torna: tutto ciò vorrebbe dire, in pratica, che l’Aids è sconfitta, secondo dati scientifici ma che questa cura, allo Stato italiano non
interessa: cinque ministri della Sanità ci hanno sputato sopra, tanto che, alla fine, il Papa ha rimproverato lo Stato italiano perchè sono curati meglio gli africani degli
italiani. E nulla di tutto ciò è mai finito sui Tg? No davvero. La conferma arriva dalla Repubblica  di lunedì 24 settembre 2007, in una breve dal titolo “Il ministro
non accetta il vaccino del Vaticano”. “Il ministro Livia Turco, recita l’articolo, non ha più voluto incontrare il responsabile della pontifica accademia delle Scienze (…) Il contrasto
tra Stato e Chiesa nasce dal fatto che alla farmacia vaticana veniva distribuito anche a cittadini italiani il kit con dieci fiale per chi dichiarava con opportuni certificati sanitari di essere
affetto dalla “Peste” del secolo”.
Insomma; gli italiani non devono curarsi. La cura c’è, ma lasciamola agli africani. Meglio morire.
Ma perchè? La moglie di Trevisanato ha una propria idea. “Le case farmaceutiche, spiega, non hanno alcun interesse a mettere in circolazione una cura del costo di 10 euro, definitiva.
Molto meglio per tutti, in pratica, continuare con l’attuale trittico giapponese-americano del costo di 16mila euro al mese”. Di certo, al di là di ogni interpretazione, c’è che lo
Stato italiano non mai voluto quella cura con la quale ora la Santa sede ha già salvato cinque milioni di vite. Infatti, cinque ministri della Sanità non l’hanno voluta, neppure per
regalo. Un regalo costoso, del resto, perchè Trevisanato ha speso per brevettarla, circa 15 milioni delle vecchie lire.
Tutta questa storia, è vero, pare un po’ romanzo, eppure è così: a testimoniarlom ci sono dichiarazioni di alti prelati della Chiesa e persino il Papa. Il ricercatore
solitario e precario, lavorando di notte e nel tempo libero, ha trovato una cura dell’Aids, già testata con successo su milioni di persone, ma nessuno la vuole. E intanto la gente muore. E
che Trevisanato sia un ricercatore coi fiocchi, lo dimostra anche una seconda scoperta, pure questa ceduto a titolo gratuito, dopo aver brevettato l’idea, all’Università di Cambridge, che
ha scritto, nel 2003, una lettera piena di gratitudine al ricercatore italiano: una terapia antidiabete innovativa e di grande importanza.
L’ospedale di Saint Thomas di Londra ha addirittura aperto un ufficio all’interno del quale il dott John Taylor si occupa degli esterni che vogliono andare a fare la cura inventata da
Trevisanato. “Gentile Dr. Paolo Trevisanato, scriveva il 29 settembre del 2003 una delle università più importanti del Regno Unito, sei mesi fa abbiamo iniziato un esperimento,
basato su i suoi studi. Stiamo applicando la terapia che lei ha illustrato nel suo esauriente e intuitivo saggio sul diabete. Il risultato è un successo completo, che mette in rilievo il
suo lavoro e il nostro coraggio a prenderlo in considerazione. Le chiediamo di estendere la sua terapia ad altri quattro centri specializzati in controlli sul diabete. Saremmo molto felici se lei
ci spedisse un dettagliato articolo sui suoi studi, in modo da poterlo pubblicare nel nostro annuario scientifico (le comunicheremo la data). Alla fine dell’esperimento, organizzeremo un
congresso medico internazionale per divulgare i risultati alla comunità scientifica”. Da allora la terapia si è rivelata un successo, ma anche questa volta non in Italia, dal
momento che il nostro paese pare davvero miope. Speriamo che sia miopia non intenzionale, anche se non per questo sarebbe meno grave. Anche in questo caso, sulla stampa nazionale la notizia
è finita neppure in secondo, ma in terzo piano. Da Cambridge una cura definitiva per il diabete, titola in una breve il Corriere della Sera del 24 maggio 2004. “Da uno studio approfondito
di un medico italiano, recita l’articolo, specialista in Biologia clinica, il dr. Paolo Trevisanato su un nuovo meccanismo per la guarigione completa dal diabete, l’Università di Cambridge
ha tratto una cura ormai sperimentata da diversi mesi in alcuni ospedali del Regno Unito, con risultati che l’Ansa inglese ha definito stupefacenti. La terapia, di circa 6 mesi di durata,
è ora al vaglio della sperimentazione ed è la prima alternativa all’insulina. Una vera speranza per migliaia di persone in tutto il mondo”.
Una speranza che tuttavia, evidentemente non merita gli onori della cronoca e per la quale, ancora una volta Paolo Trevisanato non ha ricevuto nulla, se non i riconoscimenti accademici che
l’Università di Cambridge gli ha tributato.
Ricapitoliamo: ad Adria lavora, come precario, un ricercatore che ha trovato una cura per l’Aids e una nuova terapia antidiabete. L’interesse dello Stato italiano? Nullo.
“Quando abbiamo proposto il vaccino contro l’Aids, prosegue la moglie di Trevisanato, ci hanno risposto che lo Stato italiano ha già in corso una ricerca”. Peccato che vada avanti oramai
da anni, ma che non abbia prodotto granchè. Soprattutto, di certo non ha mai permesso di salvare cinque milioni di vite.
“L’ultima volta che, qualche anno fa, chiude la moglie di Trevisanato, abbiamo proposto la cura al ministero della Sanità, ci è stato risposto dal ministro che, visto i suoi
predecessori non avevano ritenuto di adottare il metodo scoperto da mio marito, non vedeva per quale motivo lui avrebbe dovuto tenere un contegno differente”.
Intanto la gente continua a spendere migliaia di euro per una terapia che non dà alcuna garanzia. E continua a morire.
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Commenti al Post:
AIDS: un polesano scopre la cura
     gianni paterla il 12/09/09 alle 19:01 via WEB
Hai scovato una notizia sbalorditiva! Se ciò corrisponde al vero bisogna fare un esposto alla Magistratura e far dimettere l’attuale Ministro della Sanità. Scrivi ancora e cerca di
scoprire se alla Farmacia Vaticana il kit è ancora in vendita. Forza che stavolta riusciamo a battere stà m…a di virus. Io ci sono per combattere questa battaglia.
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     CRISTIAN LOCATELLI il 10/01/10 alle 20:39 via WEB
ciao ho letto l’ articolo del dottore veneto che avrebbe scoperto un vaccino contro l’ aids definitivo bene io posso aiutarlo ovvero dovrei in primis incontrarlo per poi tramite conoscenze potrei
fargli incontrare il presidente dell’ ecuador che sicuramente sposerebbe e permetterebbe al professore di distribuire la sua cura in ecuador ovviamente tutti potrebbero andare a curarsi in
ecuador ! se puoi fare in modo che io possa mettermi in contatto con il professore ? e nel frattempo che ci dica dove e’ possibile reperire il suo vaccino ora ?? in africa dove ? presso la
farmacia vaticana ??
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     Momy il 22/03/10 alle 01:02 via WEB
Mi sembra un vero miraggio questa notizia! A me interesserebbe personalmente incontrare o contattare questo medico, per un mio familiare, cosa posso fare? Saresi così gentile da dirmi se
questo dottore si può raggiungere in qualke modo??? La mia è una richiesta seria e molto significativa per me, quindi ti pregherei la massima riservatezza e vorrei evitare inutili
illusioni, visto che si tratta di una vita umana!! Resto in attesa di una E.mail in risposta, gentilmente! Ti ringrazio in anticipo, se vorrai aiutarmi! Ciao Momy
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leounicum il 08/04/10 alle 17:30 via WEB

..ma è una notizia sensazionale..!!! Come ci si può mettere in contatto con questo medico..?? E’ importante..!!!
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     trevisanato antonio il 14/05/10 alle 11:59 via WEB
ho letto il tuo articolo molto interessante non preocuparti che fra poco il marcio verra fuori vi saluto forse parenti lontani antonio
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     luisa vicomandi il 16/05/10 alle 09:37 via WEB
Mi impegnerò a diffondere tra i medici che conosco l’articolo appena letto . Ma soprattutto se è ancora in vendita segnalerò la presenza di questa cura a chi sta curando per
aids qualche suo paziente.Andare a Roma e procurarselo per noi del Centro non è difficile. GRAZIE Per la sua onestà e continui con le sue ricerche ,una professionalità
così non deve arrendersi.
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     Contro il 20/07/10 alle 11:32 via WEB
Ho svolto delle ricerche negli archi stgorici di Repubblica e Corriere ma non si trova traccia degli articoli citati. Nessuna traccia. Ho invece trovato un aggancio tramite un opuscoolo
parrocchiale. E ho telefonato al parroco. L’opuscolo si trova a questo link : Quello che ha detto è sbalorditivo. Il medico non
avrebbe più nulla a che vedere con il vaccino. Consegnato nelle mani del Cardinale Martini. E da lì dato al Vaticano. Lo stesso parroco, su richiesta , ha tentato di fare ricerche.
Quello che ha detto è veramente una bomba. Il vaccino (il cui brevetto è regolarmente depositato nell’ufficio di Milano) sarebbe in “dotazione” del policlinico Gemelli. Ma anche lui
ha trovato nel policlinico Gemelli un muro di silenzio. Ora il volantino è patetico nella sua ingenuità … ma proprio per quello è veritiero. il telefono e la mail del
parroco sono lì reperibili. Potete scrivere o telefonare Teniamoci in contatto e portiamo alla luce questa storia. Peccato quei riferimenti errati … saluz.
Rispondi

 
    ://blog.libero.it/floxyblog/commenti.php?msgid=7209359&id=137578#comments
  Contro il 20/07/10 alle 12:23 via WEB
 
Una lettera mail è stata inviata al sig. Zoli e alla redazione de La voce di Rovigo:
Spett.le redazione,
egr. sig. Zoli.
In questi giorni per il web sta prendendo voce l’articolo di cui in oggetto che rimbalza da un sito all’altro.
Un gruppo di sieropositivi di cui io faccio parte ha avviato ricerche riscontrando nello stesso articolo non poche perplessità ..
I riferimenti alle diverse testate (Corriere e Repubblica) non sono rintracciabili negli archivi storici …
Così pure non si trova traccia della sperimentazione per il diabete di cui si sta occupando un forum tematico.
Come mai?
Un riscontro lo si è trovato invece presso l’ufficio competente di Milano dove il dr. Trevisanato ha depositato il brevetto.
il fascicolo brevettuale  arrivato  in fotocopia dal ministero. non contiene informazioni sufficienti alla sintesi del prodotto, ma solo quelle necessarie alla sua eventuale difesa in
giudizio.
si tratta comunque di un anello di HIV-DNA, circolare e reso autoreplicante grazie all’aggiunta di due LTR.
una copia di questo DNA verrebbe automaticamente inclusa nei nuovi virioni di HIV e produrrebbe una vivace e specifica risposta immune .
Pare che fino a 2 anni fa il vaccino venisse venduto nella farmacia del Vaticano .esibendo certificato di s+ e documento alle guardie.
poi è stato dato agli infettivi 2 del gemelli, che hanno curato alcune persone, ma poi la voce si è sparsa e l’italia ha minacciato rappresaglie al vaticano, che ha smesso di
fornirlo, sia al gemelli che ai non vaticani in farmacia.
Un ingenuo goflietto parrocchiale avvalora la tesi sel sig. Zoli ; ), così pure il parroco contattato sia via mail sia via tel.
Questi avrebbe detto che il vaccino è stato consegnato nelle mani del Cardinale Martini e da lui al Vaticano.
 
Anche la sig.ra Brunilde Neroni, moglie del dr. Trevisanato è stata rintracciata via cell.
Ha confermato quanto scritto dal sig. Zeno.
Potrebbe il signor Zeno ricercare gli articoli de Il Messaggero, il Corriere, Repubblica, cui fa riferimento?
Ripeto…il suo articolo sta facendo il giro del net.
Vogliamo fare chiarezza?
Grazie in anticipo per la risposta
un gruppo di sieropositivi.
 

La redazione di Newsfood.com
Ci limitiamo a pubblicare e chiediamo di essere contattati dagli interessati, in particolare da Paolo Trevisanato,
via email:

   info@newsfood.com

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