È di nuovo allarme siccità: sempre più a secco le campagne pugliesi

È di nuovo allarme siccità: la Cia Puglia chiede al presidente della Regione Nichi Vendola la convocazione del Tavolo Verde, comincia già ad avvertirsi in Puglia la crisi
idrica con una situazione che inizia ad essere preoccupante per il comparto agricolo, per il quale si prevedono pesanti ripercussioni.

Forte preoccupazione a riguardo viene espressa dalla Cia Puglia, in quanto una simile situazione potrebbe seriamente compromettere le coltivazioni in atto e da attuare in tutte le province
pugliesi.

Alcuni dati parlano, infatti, di un prelievo dagli invasi rispetto al 2007 del 107 per cento; negli invasi di Puglia e Basilicata ormai c’è poca acqua nonostante le piogge e la neve
delle settimane scorse. Il tutto viene accentuato dalle reti colabrodo dell’Acquedotto Pugliese nelle quali sparisce una enorme quantità di acqua.

«Il problema per la Puglia -dichiara Antonio Barile, presidente regionale della Cia- è e resta sempre quello, come resta lo stesso l’obiettivo da raggiungere che è quello di
recuperare l’acqua che si perde nelle condotte dell’Aqp. Ogni anno nella rete dell’Aqp si perde, infatti, una quantità pari a due dighe, nonostante siano state programmate un certo
numero di opere, e si stia lavorando per la ricerca delle perdite. L’emergenza vera è quindi quella di recuperare tutta l’acqua disponibile, ed in questo anche l’agricoltura deve fare la
sua parte. I consumi di acqua per l’agricoltura non significano delle perdite perché l’acqua viene riutilizzata in quanto le falde sotterranee, dalle quali gli agricoltori prelevano
l’acqua, vengono ciclicamente alimentate anche dalla irrigazione dei campi».

Proprio l’irrigazione da sempre ha avuto un ruolo chiave nel garantire la qualità della produzione ed è pertanto un elemento decisivo nella strategia complessiva della maggior
parte dell’agricoltura italiana. Da parte sua l’agricoltura pugliese deve svolgere appieno il proprio ruolo chiedendo una pianificazione dell’impiego dell’acqua, il coordinamento dell’uso con
altri settori, e l’ottimizzazione dell’utilizzo idrico con politiche di ambito e di bacino.

La Cia Puglia ritiene che per uscire dalla logica dell’emergenza sia necessario dar vita ad una Autorità unica delle acque, superpartes e con poteri decisionali, che permetta di superare
la attuale frammentazione decisionale, di promuovere accordi tra diversi soggetti, di controllare e sanzionare le violazioni. Il tutto con il fine ultimo di governare l’equa ripartizione delle
risorse idriche per l’uso irriguo, dopo aver soddisfatto il consumo umano, come afferma la legge.

È necessario, dunque, che si avviino politiche organiche di natura strutturale, per recuperare e, dunque, aumentare le risorse idriche da un lato, e per ridurre la domanda e i consumi
dall’altro.

«Alla luce anche della recente approvazione del nuovo Psr (Piano di sviluppo rurale) 2007-2013 – conclude il presidente della Cia Puglia Barile- occorre ora concentrarsi sulle
priorità e sulle realizzazioni più urgenti come la modernizzazione della rete, la realizzazione di strutture per l’accumulo di acqua, di piccoli e medi invasi per usi plurimi, per
avviare l’uso di risorse idriche non convenzionali, per la diffusione di nuove tecniche di irrigazione e per investimenti per il risparmio idrico».

Leggi Anche
Scrivi un commento