Dolcificanti: sicuri per gli scienziati, sospettati dalla gente

Dolcificanti: sicuri per gli scienziati, sospettati dalla gente

La situazione deidolcificanti è strana. Per la comunità scientifica, sono prodotti sicuri. Tuttavia, per molti sono strane alchimie chimiche, causa di numerosi distrurbi.

Combattere tale pregiudizio è stato obiettivo di “Dolcificanti intensi non calorici: focus sulla sicurezza d’impiego”, incontro organizzato dall’Associazione italiana di dietetica e
nutrizione clinica e dalla Nutrition Foundation of Italy (Nfi).

Tra i relatori, il dottor Carlo La Vecchia, epidemiologo dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri e dell’università di Milano.

Come ricorda il dottor La Vecchia, i sospetti sui dolcificanti nascono negli anni Settanta. Esperimenti con topi da laboratorio avevano legato il consumo di saccarina con un’aumentato rischio
di cancro alla vescia. Esami epidemiologi successivi aveva riscontrato una relazione del genere (seppur moderata) sugli esseri umani. Tuttavia, controlli successivi non avevano trovati
conferme.

Ma l’idea che i dolcificanti favoriscano il cancro aveva ormai attecchito. Tra i più bersagliati, l’aspartame, visto come causa primaria di neoplasia e danni ai reni.

Poi, nel 2011 l‘EFSA (l’Autorità UE per la sicurezza alimentare) ha condotto un’indagine revisionale sull materia. Ad attivare gli esperti, altre due ricerche “accusatorie”, che
avevano ottenuto diverso spazio sui media. In ogni caso, per l’EFSA, anche le recenti indagini “Non costituiscono motivo per riconsiderare le precedenti valutazioni sulla sicurezza
dell’aspartame o di altri additivi alimentari dolcificanti autorizzati nell’Unione Europea”.

L’opinione del pubblico non è cambiata. A tirare le somme, il dottor Andrea Poli, direttore scientifico Nfi.

Per Poli, il consumatore continua a provare disprezzo per i prodotti in questione: basta utilizzare qualunque motore di ricerca e almeno 8 siti su 10 collegano i dolcificante a gravi malattie.
Nonostante le mosse compiute, rimane una barriera tra la scienza ed il sentire comune.

Allora, conclude Poli, “Il nostro compito è quello di rassicurare e di far sì che l’opinione pubblica coincida con quella prevalente della comunità scientifica. In una
società dove il sovrappeso e l’obesità stanno diventando un problema sempre più diffuso, l’impiego di dolcificanti non calorici risulta molto attraente, ma bisogna
affrontare i dubbi legati alla sicurezza”.

Matteo Clerici

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