Ministero della Salute: il latte crudo va bollito
5 Gennaio 2012
Il consumatore deve bere latte crudo solo dopo bollitura.
Questo il parere del Ministero della Salute, chiamato in causa dalle vicende di Torino. Nella città piemontese sono stati recentemente individuati campioni di latte contaminati da
batteri patogeni. La locale Procura ha aperto un’inchiesta.
Comunque sia, gli esperti del Ministero chiariscono fatti e regole da rispettare.
Il primo passo sono i distributori: il latte crudo deve essere acquistato da strutture registrate e controllate dall’ASL. Requisito fondamentale, l’indicazione che il latte crudo deve essere
consumato previa bollitura (ordinanza ministeriale del 10 dicembre 2008, prorogata al 31 dicembre 2012).
Come spiegano i tecnici, il latte “E’ sottoposto, lungo tutta la filiera, a rigidi controlli sanitari che portano ad avere un prodotto sicuro nel rispetto delle modalità di conservazione
e di consumo”.
Perciò, “Si può perciò scegliere con tranquillità di acquistare indifferentemente il latte già trattato termicamente presso gli impianti industriali
(pastorizzato o UHT) o il latte crudo, purché in quest’ultimo caso il consumatore, parte attiva nella sicurezza dei prodotti, rispetti l’indicazione di consumare il latte solo dopo
bollitura, eliminando l’eventuale presenza di agenti patogeni che possono essere presenti nel latte pur nel rispetto di tutte le norme igieniche, ed evitando così che gli eventuali
pericoli microbiologici si trasformino in rischi reali per la sua salute”.
Detto questo, il latte pastorizzato non deve essere bollito, ma consumato alla temperatura preferita.
Al contrario, il latte crudo necessita della bollitura precauzionale.
Se ciò non avviene, conclude il Ministero, la salute è a rischio: l consumo di latte crudo non sottoposto a trattamento termico favorisce “Seri rischi” come brucellosi,
tubercolosi e sindromi emolitico-uremiche nei bambini.
Matteo Clerici
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