Dietetici: il Senato italiano con l’AIC contro il progetto di riforma della Commissione europea

Dietetici: il Senato italiano con l’AIC contro il progetto di riforma della Commissione europea

La recente proposta di riforma della disciplina europea degli alimenti destinati a un’alimentazione
particolare, dopo le immediate e dure critiche di AIC (Associazione Italiana per la Celiachia), viene osteggiata anche dal Senato italiano.

A palazzo Madama, il 2 agosto, la Commissione XII – Igiene e Salute – ha a sua volta espresso un secco No alla proposta di riforma UE. “Il
provvedimento comunitario”, spiega il senatore Luigi D’Ambrosio Lettieri, incaricato della relazione, “non tiene conto di aspetti di rilevanza cruciale che riguardano la tutela della salute e
la protezione di fasce di popolazione vulnerabile. Come nel caso dei pazienti celiaci.

Se passasse la proposta dell’Unione Europea, la normativa italiana – che é tra le più evolute del mondo – subirebbe un preoccupante arretramento esponendo a gravi rischi la salute
dei pazienti affetti da celiachia, per i quali non esistendo una terapia farmacologica, gli alimenti senza glutine sono l’unica condizione di garanzia”.

Non si può fare a meno della categoria degli alimenti “dietetici” (noti anche come “dieto-terapici”) insomma, poiché essi costituiscono veri e propri “salva-vita” per i pazienti
celiaci. Più chiaro di così!

Oltretutto, vale la pena di aggiungere, la nuova proposta di regolamento appare incompatibile con il c.d. regolamento claims (reg. CE n. 1924/06) nella parte in cui si prevede di inserire la
dicitura “senza glutine” tra i claims nutrizionali. Per diverse ragioni:

– il regolamento claims dispone che “le condizioni relative a indicazioni quali «assenza di lattosio» o «assenza di glutine», destinate a un gruppo di consumatori con
disturbi specifici, dovrebbero essere oggetto della direttiva 89/398/CEE del Consiglio, del 3 maggio 1989, relativa al ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri concernenti i
prodotti alimentari destinati ad un’alimentazione particolare”. Le indicazioni relative a glutine e lattosio devono cioè sottostare a un regime specifico e diverso, proprio in
virtù della loro valenza sanitaria

– il regolamento claims ha, come campo di applicazione, le sole indicazioni nutrizionali che esprimano un beneficio per la salute dei consumatori associato al consumo di un alimento, categoria
di alimenti o sostanza ivi contenuta

– l’indicazione “senza glutine” non esprime un beneficio per la salute. Anzi al contrario, il glutine (per chi non sia ad esso intollerante o allergico) é una preziosa fonte di proteine
di origine vegetale, il cui consumo viene raccomandato in tutte le Linee Guida per una sana alimentazione

– l’indicazione “senza glutine” ha invece una valenza spiccatamente sanitaria. La sicurezza degli alimenti deve infatti venire valutata anche in relazione alla salute delle categorie
vulnerabili dei consumatori (quali sono i celiaci e le persone affette da allergie alimentari, appunto), avendo preciso riguardo alle informazioni che accompagnano l’alimento.

In conclusione la proposta di regolamento fa acqua, nella sostanza e nella forma, e dovrà venire emendata per il bene di tutti.

Dario Dongo

(responsabile delle politiche europee e regolative di Federalimentare)

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