Dieta: meno calorie, meno rischio tumore

Dieta: meno calorie, meno rischio tumore

Per vivere meglio è bene ridurre le calorie: tuttavia, la riduzione deve essere fatta secondo criteri precisi, evitando di eliminare nutrienti utili.

Questo il messaggio del dottor Luigi Fontana, nutrizionista esperto dei legami tra dieta ed invecchiamento.

Per Fontana, tagliare le calorie è utile ma “Bisogna soprattutto mangiare bene, perché la qualità della dieta è importante quanto il numero di calorie”: anche
un’alimentazione corposa, ma ricca di elementi “buoni”, aumenta durata e qualità della vita.

A riprova, il medico cita una ricerca, pubblicata su “Nature” 3 anni fa. Nell’indagine, gli studiosi hanno lavorato con due gruppi di scimmie, sottoposti a dieta personalizzata: il primo aveva
subito una drastica riduzione di calorie (-30% calorie), il secondo una dieta modesta (-5%), ma basata sui principi della dieta mediterranea. Al termine del periodo di controllo, gli esemplari
del primo gruppo avevano vissuto poco di più rispetto a quelli del gruppo di controllo.

Per Fontana, ciò dimostra come “All’uomo ed ai primati in genere non sembra serva per forza una restrizione calorica spinta, basta evitare l’accumulo di grasso viscerale”: tra i metodi
validi, la dieta mediterranea, che offre nutrienti validi, riducendo le calorie ingerite ed allungando la vita.

Detto questo, lo scienziato ricorda come “Un drastico taglio delle calorie pare tuttavia associato a un minor rischio di tumori”.

Fontana parte da una statistica medica. Nel mondo occidentale, l’aumento di tumori è avvenuto assieme all’aumento di proteine: se le raccomandazioni indicano di non superare 0,8 grammi
di proteine per chilo corporeo, in Italia si arriva quasi al doppio. Se poi “Queste proteine sono soprattutto animali anziché vegetali, e quindi più “dannose” in termini
pro-tumorali, l’effetto negativo può essere consistente”.

Ulteriore prova, gli esami condotti su persone magre, cioè prive del fattore-rischio peso, ma con alimentazione ricca di proteine. I test clinici hanno evidenziato come il loro organismo
presentasse alti livelli di IGF-1, fattore di crescita connesso al cancro della mammella, della prostata, del colon.

Perciò, conclude Fontana, “E’ perciò possibile che una dieta ipocalorica ma iperproteica non protegga dai tumori”, anche se 

Matteo Clerici

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