Crisi: addio dieta sana, si mangia meno e s’ingrassa di più

Crisi: addio dieta sana, si mangia meno e s’ingrassa di più

Paradossi della crisi: si mangia meno cibo, ma si prende più peso. E le diete sane del tempo del benessere sono ricordi lontani.

Questo il dato principale del Programma 2013-2015 per l’orientamento dei
consumi e l’educazione alimentare in Emilia-Romagna
.

Tesi del lavoro, il legame tra alimentazioni e difficoltà economica, cioè “Una relazione tra crisi economica, qualità degli stili alimentari ed eccessi ponderali. La tesi
più accreditata, dal punto di vista economico, è che le ristrettezze non determinino tanto una riduzione delle calorie ingerite, quanto una rivisitazione della propria dieta
‘al ribasso’ in termini di costi e quindi anche di qualità”.

Come spiegano gli esperti romagnoli, il 2012 ed il 2013 sono accomunati da una tendenza negativa, fatta da spesa contratta, minori consumi generali e calo netto del potere d’acquisto.

Di conseguenza, le persone hanno scelto una spesa alternativa, a base di “Prodotti alimentari a basso costo, mettendo a rischio la qualità della dieta”.

Questo è il cuore del problema: cercando il risparmio, i consumatori della regione puntano su qualcosa di scontato/a basso costo, spesso prodotto industriale, ricco di grassi saturi e
zuccheri saturi. Di conseguenza, anche se cala la quantità globale di cibo, i nutrienti ingeriti.

Per migliorare la situazione, la Regione Emilia-Romagna ha pronte diverse misure.

Prima, la vendita in viale Aldo Moro dei “Prodotti agroalimentari di qualità del nostro territorio (33 tra Dop e Igp in Emilia-Romagna, ndr), evidenziandone le caratteristiche positive
ai fini di un’alimentazione corretta”.

Inoltre, le scuole saranno teatro di “Importanti eventi e manifestazioni in cui il momento informativo si fonda con quello della cultura e della degustazione”: posto di prima fila per le
fattorie didattiche: per il Presidente Errani “Costituiscono oggi un importante strumento per l’orientamento dei consumi alimentari, la valorizzazione delle produzioni agroalimentari di
qualità e la conoscenza e il rispetto del territorio il sistema è ormai consolidato, ma occorrerà nei prossimi anni continuare a sostenere e orientare le imprese verso la
diversificazione dell’utenza e dell’offerta formativa, ipotizzando anche nuovi sviluppi e nuovi target rispetto a quelli tradizionali”.

Infine, è allo studio l’idea di un bando pubblico, per aumentare la presenza di prodotti bio nelle mense, legati ad interventi collaterali come riduzione degli imballaggi, stimolo dei
gruppi d’acquisto solidale e filiera corta.

Matteo Clerici

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