“Decreto flussi”: altri 170mila lavoratori stranieri

 

La crisi economica si fa sempre più preoccupante non si contano più oramai le aziende in crisi, i licenziamenti, le chiusure di attività industriali e commerciali.
– ha dichiarato il Segretario Nazionale del Partito Pensionati, Carlo Fatuzzo – Ogni giorno migliaia di padri di famiglia rimangono senza lavoro e non sempre scatta la cassa
integrazione e le Istituzioni, di fronte a questo bisogno di aiuto crescente, stenteranno sempre più a dare risposte.

I primi a pagare le conseguenze di questa crisi preoccupante – ha proseguito Fatuzzo – sono i giovani precari e i tanti over 40 che perdono il lavoro e devono far fronte
alle esigenze quotidiane, molte volte si tratta di lavoratori con moglie e figli e anche con mutui da pagare.

In presenza di questa situazione pesantissima a breve dovrebbe essere emanato il “decreto flussi” che dovrebbe riguardare ben 170mila lavoratoti stranieri, è lecito
chiedersi – ha continuato il leader del Partito Pensionati – se è opportuno varare questo decreto in un momento in cui sono i nostri cittadini, i nostri lavoratori, i
nostri figli a rimanere senza lavoro e c’è anche da riflettere che con i ricongiungimenti familiari questi 170mila in breve saranno quantomeno quadruplicati.

Di fronte a una crescente povertà non è credibile alimentare ulteriormente l’immigrazione di lavoratori. La recessione economica che sta colpendo il nostro Paese
provoca licenziamenti di italiani – ha sottolineato Fatuzzo – ma anche di stranieri i quali, nella quasi totalità dei casi, non avendo rete parentale e non potendo
essere adeguatamente aiutati dai Comuni che hanno fondi sempre più insufficienti, avranno grossi problemi, con tutte le ricadute negative che questo comporta.

Possono esplodere seri problemi di carattere sociale – ha rimarcato Fatuzzo – si può verificare una “guerra fra poveri” dagli sviluppi imprevedibili ed
è bene prevenire questa possibilità proprio combattendo l’immigrazione clandestina e bloccando i flussi. Non vi sono risorse per garantire il minimo indispensabile
ai nostri poveri, ai nostri disoccupati ed è veramente difficile ipotizzare il reperimento di risorse per cittadini stranieri.

C’è una forte crisi – ha concluso Fatuzzo – si perdono posti di lavoro, serve sempre meno manodopera, ed è inutile quindi perseguire una politica in
materia di immigrazione, pensata nel periodo di “vacche grasse”. Si prenda atto della realtà per evitare situazioni negative sia per gli immigrati che per il nostro
Paese.

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