Decesso di Napoli, l’influenza A non c’entra

Decesso di Napoli, l’influenza A non c’entra

Nella morte di D.G., 51 anni, ricoverato al Cotugno di Napoli, l’influenza A ha giocato un ruolo più che marginale.

Lo rende noto il dottor Cosimo Maiorino, direttore della struttura dove l’uomo era ricoverato. In una nota ufficiale, il dottor Maiorino afferma che le cause del decesso “Sono dovute
all’aggravarsi della pregressa grave miocardiopatia dilatativa complicata da insufficienza renale acuta, da setticemia da stafilococco aureo e broncopolmonite in paziente diabetico e
oligofrenico, con concomitante infezione da virus H1N1”; perciò, “La causa della morte non è dovuta alla virulentazione del virus ma allo stato di debilitazione preesistente del
paziente, legato alle importanti patologie di cui era affetto”.

Intanto, l’ospedale Cotugno deve fare i conti con altri due casi accertati d’influenza suina. I test hanno confermato il contagio per uno studente greco 38enne, ricoverato da 2 giorni, e per un
21enne che questa notte è arrivato al pronto soccorso con una bronchite; le loro condizioni non sono ritenute preoccupanti. Da valutare,invece, le condizioni di una bambina, ancora
incerte.

Ma le autorità sanitarie della città partenopea devono anche combattere con la paura degli abitanti nel palazzo del 51enne deceduto, situato nel popolare quartiere di
Secondigliano. Gli inquilini, per paura del contagio da pandemia hanno chiesto una serie di azioni, da una sterilizzazione dei locali ad una vaccinazione d’urgenza; le rassicurazioni degli
esperti hanno avuto finora esito limitato.

Matteo Clerici

Leggi Anche
Scrivi un commento