d’Annunzio e la testuggine

d’Annunzio e la testuggine

Sono pochissime le descrizioni dannunziane di cibo, quelle poi del mangiare in atto ancora più rare.

Una, è quella nel Piacere. d’Annunzio descrive un rivale in amore, il principe Galeazzo Secìnaro mentre, a cena, mangia. Operazione materiale, quasi triviale per i
raffinatissimi, spirituali, sensuali e viziosi personaggi dannunziani. Ma giusta qualificazione per i loro antagonisti.

Sappiamo qualche cosa di più su cosa mangiasse d’Annunzio grazie alla lista delle vivande della trattoria di Nemi, dove il 28 aprile 1890 si recò in gita con Barbara Leoni, sua
amante e ispiratrice dal 1887 al 1892. Pane, vino, maccheroni, salame, cotoletta con contorno, fritto di pesce, finocchi e caffè. Cibo da gente normale, per commensali di robusto
appetito.

Negli anni del Vittoriale, una volta che decise di mettere radici in terra di confine allontanandosi sempre più dalla mischia politica, il Vate recluso si servì spesso del
dialetto abruzzese, come abruzzesi furono i cibi che predilisse, uno fra tutti il cacio pecorino della Maiella a cui dedicò una pagina memorabile consegnataci con Libro segreto, l’ultima
sua opera.

Nella Stanza della Cheli, la stanza da pranzo dalla lunga tavola, dominata dal simulacro della testuggine vissuta per lunghi anni nei giardini del Vittoriale, d’Annunzio amava
intrattenere gli ospiti di riguardo.

Detta anche “Stanza dell’angelo”, il guscio, autentico, appartenuto alla testuggine donata al Poeta da un’altra amante, Luisa Casati, e morta nei giardini del Vittoriale per indigestione di
tuberose, è un monito per gl’incauti ingordi.

L’ambiente, chiaramente déco, è caratterizzato dal legno laccato a vivaci colori quali l’oro, il rosso, il nero. Ma d’Annunzio, negli ultimi anni, preferì pranzare da solo,
nella Zambracca.

Ha scritto Antonio Bruers “L’opera di d’Annunzio, se la si considera a rasa luce, come un mosaico, si rivela confusa e s’intravede l’artificio dei tasselli; ma a contemplarla nella giusta luce
e nella giusta posizione, essa ci appare come una delle opere più unite, più sagaci, più scintillanti della letteratura mondiale”.

La signora in Rosso
in esclusiva per Newsfood.com

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