Dall’Ue un monito importante: tutti i lavoratori meritano gli stessi diritti
14 Gennaio 2010
Bruxelles – Applicare il principio della parità di trattamento ai lavoratori migranti dell’agricoltura europea: questa la sfida che ha recentemente affrontato il Comitato delle
organizzazioni agricole europea (Geopa-Copa) in un seminario alla presenza dei rappresentanti di 24 stati membri dell’Ue.
Dal confronto a tutto campo sono emerse una serie di richieste. In primo luogo la semplificazione delle procedure per l’assunzione dei lavoratori stagionali in agricoltura. Quindi la rimozione
delle barriere che ostacolano ancora la libera circolazione dei lavoratori provenienti dai paesi che solo recentemente sono entrati a far parte dell’Ue. Più in particolare per i lavoratori
stagionali extracomunitari, si è chiesto che la futura normativa europea non sfociasse in una definizione restrittiva del lavoro stagionale e nemmeno nella limitazione della durata dei
contratti stagionali, incompatibile con i cicli di lavoro in agricoltura.
Da quel confronto è anche emerso, ad esempio, che in Italia ma anche in Francia, Belgio, Olanda, Germania e Polonia “il datore di lavoro è tenuto a garantire un alloggio ai
lavoratori stagionali extracomunitari, inclusi i cittadini di nuovi stati membri che non beneficiano ancora della libera circolazione. Non esistono invece obblighi al riguardo in Austria,
Portogallo, Danimarca, Svezia, Finlandia, Repubblica Ceca, Ungheria e Lituania. Nel Regno Unito sono le società interinali che devono garantire un alloggio ai lavoratori stagionali che
mettono a disposizione degli imprenditori agricoli. Infine, solo in Spagna il datore di lavoro è tenuto a mettere a disposizione un alloggio a tutti i lavoratori stagionali lontani dal
loro domicilio”.
Ansa.it per NEWSFOOD.com





