Rosarno: una vicenda grave che deve far riflettere

Rosarno: una vicenda grave che deve far riflettere

La Cia è in prima linea contro ogni abuso. Espressa preoccupazione e condanna per gli incidenti in Calabria. Bisogna, tuttavia, andare alla radice del problema che è quello del
clima di intolleranza e dei lavoratori sfruttati soprattutto dalla criminalità organizzata anche per i lavori nei campi. Aprire un Tavolo di confronto con il governo. La questione dei
costi per le imprese che assumono manodopera.

La vicenda di Rosarno, al di là degli incidenti, che vanno condannati, deve far riflettere. Ora è, però, necessario stemperare gli animi e fare il possibile per riportare la
calma. Bisogna, tuttavia, andare alla radice del problema che è quello del clima di intolleranza e dei lavoratori sfruttati soprattutto dalla criminalità organizzata anche per i
lavori nei campi. Un fenomeno grave e vergognoso che va contrastato con grande fermezza. Un fenomeno che, purtroppo, conferma le nostre ripetute denunce sugli abusi che vengono perpetrati nei
confronti degli immigrati.

E’ quanto afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori che, preoccupata per le tensioni che si sono venute a creare in Calabria, invita il governo ad aprire un Tavolo di confronto sul
problema dell’immigrazione illegale in agricoltura che, proprio a causa di organizzazioni di criminali, è costretta a fronteggiare una vera emergenza che ormai si identifica nella “tratta”
di esseri umani.

La Cia sottolinea che nel suo codice etico c’è un preciso articolo contro lo sfruttamento e il lavoro nero e ribadisce tutto il suo impegno affinché si contrastino con la dovuta
efficacia fenomeni di questo genere. Serve una forte mobilitazione contro lo sfruttamento degli immigrati, contro il caporalato, contro ogni tipo di abuso. Un impegno affinché sul tema
dell’immigrazione si cominci a discutere seriamente, cercando di trovare le soluzioni più idonee per ristabilire quella giustizia e quell’equità che oggi mancano, dando allo stesso
tempo risposte certe e trasparenti alle esigenze delle aziende agricole che intendono utilizzare i lavoratori immigrati. Risposte che devono riguardare soprattutto i costi che oggi le imprese
sono costrette a sopportare.

Comunque, per tentare di fare massima chiarezza nell’immigrazione è indispensabile per la Cia che si intervenga per modificare la legge Bossi-Fini che non ha finora rappresentato la
risposta più efficace contro questi problemi. Non solo. Occorre che sul lavoro in agricoltura si porti avanti un discorso mirato a dare organicità a tutto il sistema.

La Cia sollecita, dunque, il governo ad un confronto costruttivo per individuare le iniziative da sviluppare per impedire il ripetersi di un deprecabile fenomeno, dichiarandosi pronta al dialogo
e a fare le proposte opportune perché nel mercato del lavoro degli immigrati si creino le condizioni che rispondano alle esigenze specifiche del lavoro in agricoltura.

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