Dall’influenza all’HIV: ecco Nanolab, il kit per la diagnosi fai da te

Dall’influenza all’HIV: ecco Nanolab, il kit per la diagnosi fai da te

Dottori, esami (a volte fastidiosi e sgradevoli) ed esami di laboratorio (con tempi lunghi): presto tutto questo contorno della medicina potrebbe diventare materia per i soli libri di storia.

Due dottorandi dell’Università di Stanford hanno infatti inventato Nanolab, uno strumento che potrebbe rivoluzionare le procedure di diagnosi per numerose malattie, da quelle fastidiose
a quelle mortali, come tumori o HIV.

Nanolab ha più o meno la forma di una valigià e le dimensioni di un libro.
Funziona individuando le proteine calde (quelle che segnalano diversi disturbi) da campioni organici: sangue, saliva o urina. Le analisi durano circa 10,15 minuti, poi una luce a diversi colori
indica la presenza del virus o no. Unico limite di Nanolab, la presenza o meno di anticorpi le proteine che il nostro sistema immunitario usa per identificare e combattere l`agente patogeno.
Cosi Drew Hall, uno dei due inventori, sul progetto Nanolab: “Uno strumento interdisciplinare che richiede in chi lo progetta competenze di medicina, chimica, biologia, ingegneria elettrica e
scienze dei materiali, ma che al contempo può essere utilizzato dai pazienti autonomamente, senza che ci vogliano particolari abilità per metterlo in funzione”.

I due studenti-progettisti fanno notare come i vecchi sistemi di diagnosi erano poco più di un test di gravidanza “abbellito” funzionavano con un solo agente patogeno (virus o batterio)
e potevano dare solo 2 risposte, positivo o negativo. Nanolab, invece, analizza più proteine alla volta e indica quanto il potenziale patogeno sia presente nel tessuto.

In ogni caso gli inventori stanno ancora tentando di migliorare la loro creatura, con un Nanolab versione kit casalingo da esportare nei paesi in via di sviluppo.

Matteo Clerici

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