Dalla manifestazione Vita Collettiva un dossier sul mercato della ristorazione biologica nella collettività

Dalla manifestazione Vita Collettiva un dossier sul mercato della ristorazione biologica nella collettività

Per le mense in Italia attualmente viene stimato un giro d’affari di 7 miliardi di Euro (dati Agra 2008), un mercato significativo in cui operano 1.400 aziende, 50.000 addetti, 5.000
unità locali, tutti impegnati nella somministrazione quotidiana di centinaia di migliaia di pasti per utenti di ogni età, condizione di salute, etnia o religione, con interessanti
incrementi nella ristorazione sanitaria e nelle comunità civili e religiose.

Senza considerare l’esternalizzazione del servizio mensa da parte dell’Esercitoche, solo per le Forze Armate, ha un valore di 500 milioni di eurounitamente all’opportunità di sviluppo
del business anche con formule brandizzate di ristorazione commerciale (vedi la presenza delle insegne Burger King e Subway nelle basi americane in Italia).

Lo stesso processo si prefigura nelle comunità religiose, istituti di pena, case cura e case di riposo, grandi collettività e situazioni di accoglienza temporanea per eventi
celebrativi e di emergenza, oggi caratterizzato dall’esigenza di rispondere a nuovi valori di consumoquali piacere, sicurezza, salute, personalizzazione e, non da ultimo, il rispetto per
l’ambiente.

Una massiccia campagna di comunicazione sta puntando quindi sulla valorizzazione di una sana alimentazione nel mercato della ristorazione (in autogestione oppure affidata in appalto) presso le
varie forme di vita collettiva,affermando la necessaria qualificazione del servizio “mensa” attraverso la centralità del cibo sano per un benessere diffuso a tutte le età
(prodotti biologici, naturali, salutistici, dietetici per allergie ed intolleranze alimentari),soprattutto in una società moderna che paga i costi di malattie che spesso hanno origini
alimentari.

La ristorazione biologica rappresenta così oggi un nuovo modello di business per gli operatori del catering.

Secondo il rapporto Bio Bank 2009 crescono i pasti giornalieri bio
consumati nelle mense scolastiche, arrivati a 983.000 nel 2008 contro i 924.000 del 2007( 6%) che, se si considera la durata media dell’anno scolastico di 200 giorni, significa che sono stati
serviti quasi 197 milioni di pasti bio, soprattutto nei nidi, scuole materne e primarie.



Il diffondersi di una cultura e di un’educazione al cibo biologico ha portato questa tipologia di consumo a non risentire minimamente della crisi, a differenza dei prodotti dell’agricoltura
tradizionale. Dato confermato da un trend di vendite domestiche del 5,4% nel 2008 rispetto al 2007che continua positivo nel 2009 con un primo semestre che già segnala un aumento tra il 4
e il 5%. 

Una forte vocazione agricola biologica conferma il Lazio come la regione dal rapporto più alto tra pasti erogati e popolazione,  se si pensa alla media
nazionale di circa 1.650, con 3.100 pasti serviti ogni 100.000 abitanti, seconda solo alla Lombardia e prima dell’Emilia Romagna, con una quota del 18%(173.000) della concentrazione del totale
nazionale pari al 54% nelle 3 regioni.

Dati che motivano la scelta di Roma, capitale mondiale del cristianesimo e centro internazionale per ogni forma accoglienza,quale sede delConvegno in calendario a VITA COLLETTIVA, in programma
al Palazzo dei Congressi dal 5 al 8 novembre,organizzato in collaborazione con l’Associazione Dossetti di Roma, sabato 7 novembrea partire dalle ore 9.00, sul tema “Il biologico nella
ristorazione collettiva: sicurezza alimentare, qualità dell’ambiente, garanzia per la salute”.

L’incontro si rivolge a gestori e operatori di mense, collettività, istituti religiosi, case di cura e di riposo, pubblici esercizi oltre che a dirigenti scolastici e sanitari,
associazioni consumatori, dietisti, nutrizionisti, biologi, e prevede relatori autorevoli quali Ombretta Fumagalli Carulli e Claudio Giustozzi, Presidente e Segretario Nazionale
dell’Associazione G. Dossetti; Romano Marabelli Capo del Dip. Per la Sanità Pubblica Veterinaria, la Nutrizione e la Sicurezza Alimentare e e Silvio Borrello della Direzione Generale
della Sicurezza degli Alimenti e della Nutrizione, entrambi del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali. A moderare l’incontro Lucio Capurso, Presidente del Consiglio di
Indirizzo e di Verifica dell’IFO – Istituti Fisioterapici Ospedalieri e Antonio Savia, Presidente EDIFIS.

I temi trattati spaziano dal biologico quale elemento distintivo della specificità del territorio agricolo italiano allo scenario delle produzioni biologiche in Italia e loro
potenzialità. L’argomento sarà approfondito anche negli aspetti della sicurezza alimentare volta a tutelare il consumatore, in risposta alla ormai chiara ed espressa esigenza di
una ristorazione collettiva di qualità, nel rispetto di norme e certificazioni.

Gli studi ormai acquisiti parlano di assoluta certezza nella nocività di alimenti ottenuti attraverso coltivazioni con l’uso di pesticidi o fattori chimici equivalenti, o di carni
allevate con mangimi che ne alterano la genuinità nelle loro composizioni chimiche e via dicendo.

“Il biologico – afferma la Prof. ssa Ombretta Fumagalli Carulli – non deve essere solo uno spot pubblicitario ma un risultato di controlli severi compiuti all’origine del processo produttivo e
verificati da organismi di assoluta garanzia per i consumatori. Garantire , quindi, il ciclo produttivo degli alimenti è ormai equivalente a garantire la salute dei cittadini e di quelli
che si trovano in età scolastica”.

Ecco allora il delicato tema degli appalti delle mense pubbliche: scuole, ospedali, università. “Debbono esserci, anche se in molti casi incoraggianti già siamo a buon punto,
precisi ed inderogabili vincoli relativi ai capitolati d’appalto nella fornitura di pasti i cui prodotti debbono provenire da cicli biologici”.

VITA COLLETTIVA, oltre ad essere l’unica fiera da 45 anni punto di riferimento per il mondo istituzionale, civile e religioso,affronta il tema della ristorazione professionale con una sezione
speciale dedicata alle mense scolastiche, oltre a quelle sanitarie, aziendali, militari, terza età pubbliche, private e religiose, e si conferma così anche luogo ideale per
favorire lo sviluppo di una cultura del biologico nell’ambito del Mediterraneo, essendo localizzata nella regione riferimento nazionale per la produzione agroalimentare e biologica.

Visitata dalle istituzioni politiche, pubbliche, religiose e dalle aziende di ogni tipologia di ristorazione collettiva, la manifestazione si propone quindi come appuntamento strategico per lo
sviluppo ed il rinnovamento di questo settore cheavrà un decisivo ruolo nell’ambito del prossimo EXPO 2015 a Milano, non solo per la propria profonda e radicata tradizione nel nostro
Paese ma anche perché anello fondamentale della filiera agro-alimentaredove si investono sempre più risorse per migliorarne l’efficienza attraverso processi di innovazione
all’avanguardia.

Le stime prevedono che nei sei mesi di svolgimento della grande kermesse internazionale andranno garantiti e gestiti servizi di accoglienza, mobilità e ristoro a più di 29 milioni
di visitatori e 175 rappresentanze di espositori di cui 120 appartenenti a Paesi stranieri.  

A fronte di questi numeri sarà necessaria una ristorazione solida e organizzata, sostenuta da un sistema robusto ed efficiente che possa affidarsi a risorse e infrastrutture all’altezza
della sfida che l’Italia ha voluto raccogliere con la candidatura per l’EXPO 2015, valorizzando le potenzialità di partnership tra pubblico e privato.

“VITA COLLETTIVA”intende dare, anche in questa direzione, ampio spazio di confronto e incontro tra imprese e utenti,  nella consapevolezza di offrire un qualificato servizio di formazione
e informazione consentendo alle aziende di giungere all’esposizione universale di Milano adeguatamente competitive e strutturate.

L’Expo sarà quindi occasione di business per tutto il comparto dell’accoglienzachiamato ad uno sforzo organizzativo importante nell’offerta di un servizio all’altezza in termini di
professionalità, di qualità, di serietà, di giusto prezzo, e VITA COLLETTIVA rappresenta una piattaforma di anticipazione e condivisione di contenuti e strategie già
attuabili nel breve periodo.

Appuntamento a Roma dunque il prossimo novembre, dove la ricerca e lo scambio professionale degli operatori del settore fornirà agli operatori della ristorazione collettiva spunti
interessanti per uno sviluppo imprenditoriale coerente e rispondente con alle esigenze di un mercato in grande evoluzione.

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